domenica 30 dicembre 2007

Peregrinaggi...


E così ieri l’Hq ha peregrinato, alcuni di noi sono andati a Calcata, un paese Medioevale in provincia di Viterbo, dove oggi vivono appena 60 persone in modo davvero singolare. Suggerisco a tutti di visitarlo, io ancora devo farlo. Devo farlo perché ieri ho preferito raggiungere di nuovo la mistica Acquaviva nascosta fra i monti del nostro territorio. Con gli Amici della Natura, sostenuti in questa occasione anche da nuovi potenziali “esploratori”, abbiamo compiuto il tragitto contrario alla volta precedente, potendo ammirare, pertanto, Acquaviva dall’alto. Focalizzarla mi ha impressionato. La “Stonehenge” dei nostri monti, ha ironizzato qualcuno. Sopraggiungervi è stato piuttosto inospitale a causa delle pietre e delle varie erbacce, non troppo comodo quindi muoversi fra le diverse strutture decadute, ma per fortuna è partita la fantasia: chissà cosa si nasconde qui sotto. Già in superficie è facile rendersi conto che gli abitanti di quel paese usavano molto la terracotta, il nostro capogruppo Gino ha trovato un resto di “vetriolo” e un “chiodo” risalente al IV-V secolo D.C., testimonianze di un artigianato forte che a quei tempi impegnava molto i cittadini. Probabilmente sotto il Torrione potrebbero essere nascosti svariati oggetti, lastricati e chissà cos’altro. E’ curioso anche ammirare la particolare posizione: arroccata su un colle si affaccia sul mar mediterraneo presentando un panorama simile a quello che ammiriamo da Lenola, mentre sull’altro versante si può scorgere Vallecorsa da una prospettiva insolita.

Buon continuo di vacanze a tutti,
Pierrot

giovedì 20 dicembre 2007

Street, una mostra fotografica di Mauro Moschitti


Update:


La versione on-line della mostra è ora disponibile QUI
Buona Visione.

Hq


Ho avuto la fortuna di vederle in anteprima le foto, nulla da dire, Mauro è un fotografo di talento. Queste foto hanno capacità evocativa tale da farti rimanere sul soggetto quel tanto che basta ad andare oltre, a percorrere le strade, appunto, che l'immaginazione traccia un attimo prima.
Da andare a vedere, assolutamente.

Questo blog, inoltre, ospiterà la mostra on-line a partire da sabato-domenica.

A presto, Hq

mercoledì 19 dicembre 2007

non vogliamo bene ai "supporti"


Cari discografici, ridateci il vinile...

Tramonta anche il Cd: non vogliamo più bene ai "supporti". Ed è un errore.

Vale la pena leggere questo articolo su repubblica.

di ERNESTO ASSANTE


martedì 18 dicembre 2007

Non si uccide per giustizia


104 voti a favore.
54 voti contrari.
29 astenuti.

L'ONU ratifica la moratoria contro la pena di morte. E' un passo di civiltà, importante, che speriamo sia da esempio politico verso tutti gli stati che ancora attuano la più brutale delle pene.

Non si uccide per giustizia. All'ONU l'hanno capito, ora lo devono capire i governanti, che tuttavia hanno questa bella moratoria a ricordare i diritti inviolabili dell'uomo.

Per saperne di più:

Rainews24
La Repubblica
e la CNN ... a no, scusate, la CNN, ancora (4 ore dopo), non riporta la notizia... mah... strana sta cosa...


Il 21 Serata Ska Raggae al capannone


L'associazione "il capannone", il cui live space lo trovate qui assieme a quello che vi interessa sapere di loro, organizza un'altra capata di serata, il 21 dicembre (e non fate che non l'ho detto), con musica ska, reggae e non solo.

Il capannone si trova qui, in via pietra grossa, una traversa di via appia lato itri, passato il distributore della Esso.

Mo, ci siamo stati ad una scorsa festa, quest'estate. Eravamo io, Tiz, Fidel, Pago Pegno, Compay Segundo, Papàlario e mi sembra che c'era pure il Totore, se non mi sbaglio.
Insomma, ci siamo divertiti, la musica era buona, l'accoglienza ottima, le ragazze dietro il bancone incantevoli e la birra a prezzi veramente stracciati.

E voi vi chiederete se in tutto ciò, l'ingresso è pure gratis.
Ebbene sì, l'ingresso è gratis.

Volevano fa' pure l'aperitivo ostriche e champagne, ma poi hanno detto che era troppo da straccioni.

Andateci, se potete, ci si diverte!

lunedì 17 dicembre 2007

come ti soapopero la politica

Carla Bruni, modella, poi cantante.
Nicolas Sarkozy, avvocato, poi presidente della repubblica Francese.

Dite voi: embè? Dico io: è bello come, per una volta, l'estero impari da noi.
La lezione di Veronica Lario a Berlusconi quest'estate, lo scoop e le minacce ai politici di Corona, le intercettazioni a contenuto "personale" pubblicate con estrema perizia hanno fatto scuola anche all'estero.

Anche i Francesi, dunque hanno imparato a fare della politica una sorta di soap opera, ed a trattare i politici come vip, con tanto di sondaggi e indici di gradimento. Come Ron Moss, Ridge, o come cavolo si chiama.
Quindi dopo il divorzio Nicolas Sarkozy si è fatto fotografare con Carla Bruni, cercando la strada "italiana" per distrarre il popolo votante dagli scioperi Francesi, le rivolte nelle Ballieu e la visita di Gheddafi...


La visione che mi sono fatto di questa tendenza è che per i gruppi di governo e per gli uomini marketing dei partiti, la capacità di penetrare all'interno della massa, disinteressata e disillusa dalla politica, era diventato veramente un grattacapo. Ma Mediaset, è pur sempre Mediaset e ha tirato fuori il coniglio dal cappello: Il popolo che legge "chi" o "novella 2000" non si avvicina alla politica? Bene, vorrà dire che la politica si avvicinerà a "novella 2000".
Detto, Fatto.
Infatti, allora, sono bastate due foto di un nanetto con delle biancanevi artificiali, e la lettera furente (maddò?) di Veronica, per far scoppiare lo scandalo.
Sanno bene, i tizi, che la polvere che segue qualunque boato è pur sempre popolarità. Del resto il famelico Bin Laden non è popolare quanto Bush?
Miracoli dei media...

Ah, 10 euro che studio aperto ci apre il TG delle 18:00 co sta notizia ( se non l'ha già fatto con quello delle 12:00...)

sabato 15 dicembre 2007

Fantaelezioni... "No Carmè la fanta è fenita, na schweppes?"


Sarti
Burgnich
Taccetti
Macaro
Guarneri
Picchi
Suarez
Mazzola (peppino no gino)
Milani
De Filippis
Tatarelli

Allenatore: Helenio Herrera (detto anche il mago, perchè faceva le scarpe a tutti)

A disposizione:
Tanghin
Domenghini
Rosato
Izzi
Di Fonzo

Mi chiedo perchè sia tanto importante capire la squadra avversaria per chi voglia concorrere a delle elezioni politiche.
Incredibile, sto usando il termine "squadra", coniato dal buon Silvio per prendere in giro i suoi elettori-tifosi, 5-6 anni fa...vabbè
Eppure è vero, perché come in una partita scapoli contro ammogliati, si cercano di fare tattiche prepartita e di assegnare strane marcature a uomo.
Ma per marcare a uomo ci vogliono fiato e buone gambe.
Ci sono in giro?
Cioè, non dico il campione che batte le punizioni, come il buon Corso faceva con il suo sinistro, ma uno che corra, lotti e ogni tanto abbia anche la forza di ripartire.

Nel mio modo di vedere la politica, probabilmente si sta sbagliando dall'inizio. Perché le tattiche, buone per vincere la partita, poco hanno a che fare con il divertimento del pubblico, anche avversario.
Nella mia visione delle cose, gli "uomini nuovi", quelli che vengono con le caviglie ancora intatte dalla primavera, dovrebbero parlare prima al "tifoso votante", che alla proprio squadra, e stabilire con esso le prerogative, i dogmi, del programma politico.

Il popolo sovrano in una democrazia partecipata.

Permettetemi di sognare.

Carmelo

lunedì 10 dicembre 2007

Comunicazione di servizio

L'Hq, nella persona di me medesimo, Carmelo, ha deciso, democraticamente e all'unanimità, che l'esperimento della moderazione dei commenti è concluso.
I risultati, circa l'80% dei commenti in meno a fronte di solo alcune ingiurie risparmiate ( anche se alcune pesantuccie).

Insomma, l'impresa non vale la spesa, quindi, si ricomincia con il solito modo di moderare i commenti cancellando fisicamente quelli eccessivi o non pertinenti.

Concludo facendo riflettere sulla difficoltà di moderare il discorso, quando alcuni si appropriano della libertà di altri e ne infangano il valore, mettendo fine, a lungo andare, a quella di tutti.

A presto.

Buoni commenti a tutti...

venerdì 7 dicembre 2007

Morti sul lavoro, stillicidio quotidiano



Dall'inizio dell'anno ad ora,
per lavoro, ci sono:
981 morti
980994 infortuni
24524 invalidi


"Se chiudo gli occhi vedo quegli operai in mezzo al fuoco, tre in piedi e due a terra. Erano quasi completamente carbonizzati, irriconoscibili. Nelle orecchie ho ancora le loro urla".
Questo è quello che ripete Giovanni Pignalosa, operaio della Thyssenkrupp, corso in aiuto dei suoi amici quando ieri, un tubo che trasportava l'olio usato per temprare i laminati dell'acciaieria è fuoriuscito prendendo fuoco.
Due operai sono morti, altri cinque sono gravi.

Cinque dirigenti della Thyssenkrupp erano stati già condannati in primo grado per un altro incidente molto grave nel 2002. Quella volta parte della fabbrica aveva bruciato per giorni.

Uno stillicidio assurdo e feroce, molto spesso maturato per incuria e per guadagno. Pochi
spiccioli guadagnati dall'imprenditore e una vita si spegne, lasciando moglie e bambini a piangere l'ennesima morte bianca.

Sicurezza, che manca, anche davanti a me, ora, che da casa inquadro con il binocolo il cantiere per il rifacimento del tetto della chiesa, nel centro della Rava. Nell'inquadratura vedo un operaio, avrà trent'anni, la testa senza casco, la vita senza imbragatura, le mani senza guanti. Proprio dietro di lui, nell'inquadratura ci sono gli infissi di alluminio del comune che fanno a cazzotti con i canali antichi che ricoprono la chiesa. Sono lì a pochi passi, vecchio e nuovo, istituzione e reato.

L'italia: nessuno calpesta i piedi a nessuno, perchè, si sà, un amico fa sempre comodo, a meno che... non "succeda qualcosa".
Spesso, troppo spesso, nel nostro paese si fanno le cose al contrario: si aspetta che qualcosa accada, per poi prevenirla.

link utili:
la notizia dell'incendio su rainews24
osservatorio sul lavoro

giovedì 6 dicembre 2007

Incuria


Non ci vado più molto spesso.

Ma quando ci vado mi diverto sempre un casino, è come andare a Euro Disney da grande. Paperino e Pippo ti sembrano due deficienti mascherati tre mesi prima di carnevale, eppure ti diverti.

Ora, oggi devo scendere e non mi ricordo gli orari del servizio di circolari che collega la stazione e Lenola. Dice, e questo che c'entra. C'entra, perchè mi dico che sul sito del comune di Lenola ci sarà uno straccio d'orario, no?

Invece, cerca e ricerca approdo nella sezione Ospitalità a Lenola, dove che ti trovo? 452 commenti di cui molti, link a siti porno o prodotti farmaceutici per... diciamo migliorare le prestazioni.

Ora, è stata na svista, ma che dura dal 21 Settembre.

Io dico, se volete tenere un sito, tenetelo decentemente.

Non è la prima volta che invito l'amministrazione a rinnovare il sito del comune perchè è veramente ormai vetusto e ci facciamo pure cattiva pubblicità (non s'è mai visto un sito comunale con la possibilità di commenti liberi).

Ricordo che ci fu una denuncia contro ignoti, tempo fa, per un (per uno si intende 1...) insulto sullo stesso sito... Poi, sfuggono 452 commenti del genere?

E ja, facciamo vedere almeno sul web che funzioniamo ja... raccolta differenziata, insulti da una parte, siti porno da un'altra, non ci vuole poi più di tanto...

martedì 4 dicembre 2007

Se il nostro fosse solo il preludio dell'inferno



Nel girovagare sul web si incontrano parecchie sfaccettature della razza umana. Varietà belle e brutte. Giri, navighi, ti informi e sgomenti, ti indigni e impari, ti stupisci e ammazzachetettechec'haquesta...
...poi finisci su quelle cose che ti chiedi: "makekkazz'è?"
Leggi, prima incuriosito poi assetato e finisci con più domande di quante sono le risposte che hai ottenuto.

Questo è successo quando sono finito su hotelmessico bellissimo blog di Gianni Solla. Non posso esimermi dal segnalarvi un suo brano, preso così, a cazzo, perchè ha scritto veramente un boato di roba.

Quando l'ho finito di leggere, 'sto coso, ho sentito in bocca come se stessi masticando sabbia. La distanza del dentro dal fuori è qualcosa che ti asciuga l'anima. Allora mi sono chiesto, ma se il nostro paese fosse solo il preludio dell'inferno?

E se questo nostro, di paesello, fosse solo il preludio dell'inferno, allora sarebbe un posto di frontiera, quindi con una certa responsabilità. La responsabilità di un posto che divide l'inferno dal non inferno?

Ad ogni modo, questo qui è il racconto, buona lettura:


Anatomica

Mangio le philadelpie piccole poi richiudo bene la carta argentata e la rimetto nella scatoletta di plastica mia mamma le apre dice che cristo io la seconda volta l’ho picchiata ho detto non ti permettere in questa casa non si può più fare niente. Guardo canale cinque danno cogne e la gente che si ammazza nelle villette. Si ammazzano sempre nelle villette e poi dicono che sono stati gli albanesi. A napoli no invece se si ammazzano in una villetta è stato sempre un altro napoletano. Mai un familiare comunque, solo al nord si ammazzano tra loro a napoli ci tengono alla famiglia ammazzano il familiare di un altro. Dal palazzo dove abitiamo io e mia mamma si sentono i motorini tutto il giorno e il pomeriggio le ragazzine sentono i cantanti nel nokia. Sembra che c’hanno in mano uno specchietto invece è il nokia io invece c’ho il samsung. Guardo le registrazioni di sanremo duemilaesette. michele hunziker è la miglior valletta di sempre per sanremo. Meglio anche di claudia gerini. Fanno certe scenette lei e pippo baudo sul palco che la gente muore. Ho registrato anche il dopofestival di chiambretti. Ho tutte le edizioni di sanremo la mia canzone preferita è perdere l’amore. Stamattina ho tolto la cera che sta attorno al galbanino, ho fatto un taglio preciso con il coltello e l’ho sfilata senza deformarla, poi con l’accendino ho riscaldato i bordi e l’ho riattaccata senza il formaggio dentro e rimessa nel frigorifero mia mamma è andata per prendere il galbanino, che cristo sta succedendo in questa casa e io ho detto che è tutto una merda e che al nord fanno bene che si ammazzano nelle famiglie e che se stavamo in una villetta a noviligure facevo come omar ed erika. Hanno lasciato un frigorifero vicino il cassonetto dei rifiuti. Sta là da due settimane in mezzo a un milione di sacchetti pieni che nessuno se li prende più. E’ venuto gimmi ghione di striscia la notizia e ha fatto vedere in televisione il milione di sacchetti di spazzatura e il frigorifero e quando ha inquadrato il frigorifero si è vista per un momento la serranda del mio balcone e allora mia mamma ha detto la serranda del nostro balcone e io ho detto proprio che adesso aveva scassato che non si poteva sentire neanche più striscia la notizia e ho preso la sedia e l’ho sbattuta nella finestra che è esplosa in un milione di pezzi di vetro e mia mamma poi li ha presi con il folletto.

mercoledì 28 novembre 2007

Geme(Vi)llaggio

Anche se leggermente in ritardo pubblichiamo l'appuntamento-gemellaggio tra il caro Salvatore (Salvo) e il nostro Brigante Vix nella rubrica il sabato del villaggio sul sito di www.siciliantagonista.com .

DONNE IN PIAZZA, DONNE IN SOCIETA’

In piazza per manifestare, in strada per dire non ad una situazione che sappiamo esistere, ma contro cui abbiamo fatto ben poco fino ad adesso: le donne italiane si sono incontrate a Roma e non solo, lo scorso sabato, per ribellarsi alla violenza che le vede vittime dentro e fuori le nostre abitazioni del Bel Paese. Un corteo che canta e lancia slogan, che cerca di fare il punto su una situazione preoccupante, quella degli oltre sei milioni di donne che subiscono violenza e abusi, e che anche nella vita i tutti i giorni sono costrette alle vessazioni di una società innegabilmente maschilista.

Parallelamente ai dati di cui si sono serviti i gruppi femministi di sabato per denunciare la situazione, mi sento in dovere di rimandare i lettori del blog ad un sito che contiene altre informazioni, sotto forma di dati e racconti: si tratta dello spazio web dell’ “Associazione Italiana delle Donne per lo Sviluppo”, l’A.I.DO.S. . Dalla lettura di queste pagine, vengono fuori dati che obbligano alla riflessione, e si tratta di un pensiero che valica i confini del tricolore e si appoggia sulle devastanti realtà dei paesi in via di sviluppo.

Come si fa a rimanere indifferenti al fatto che, nel mondo, 130 milioni di donne abbiano subito mutilazioni agli organi genitali, o che quasi 600 mila donne, ogni anno, perdono la vita per cause legate al parto? Manca l’istruzione, manca l’assistenza medica basilare e manca il rispetto di genere.

Manca un intervento congiunto delle nazioni per capire che fine hanno fatto i 60 milioni di donne che mancano dalle statistiche per colpa degli aborti selettivi.

Chiaramente, il problema è globale, e l’accento sta sulle società che praticano una discriminazione forte nei confronti del sesso femminile; ma anche nei paesi che abitiamo, i cosiddetti “paesi civili ed evoluti”, la condizione femminile è soggetta a pesanti disparità di trattamento: secondo i dati pubblicati pochi giorni fa dall’I.S.F.O.L., riguardanti il rapporto fra donne e possibilità lavorative in Italia, solo il 47% delle donne risulta avere una occupazione, contro il 70% degli uomini. Anche dal punto di vista dei salari, in media è stato calcolato che le donne si ritrovano al di sotto dei colleghi con una media del 25%, spesso e volentieri anche a parità di condizioni contrattuali e di inquadramento.

Come mai si verificano queste differenze? Dove sta la tanto decantata parità? Ricordiamo che siamo in un paese dove il Governo è stato costretto, solo poco tempo fa, ad inserire le cosiddette “quote rosa” nei vari ambiti occupazionali, istituzionali e politici: è la conferma di un totale, negli anni passati, disinteresse nei confronti delle donne, del loro mondo e delle loro esigenze.

I pochi dati citati in questa mia analisi, e tutte le situazioni che vediamo ogni giorno con i nostri occhi, dovrebbero farci riflettere sulle condizioni di disparità in cui versa la società di cui facciamo parte. In piazza con quelle donne, allora, dovevamo esserci anche noi, se davvero crediamo nella parità e nel rispetto delle differenze. Uomini e donne non sono uguali per natura, questo è chiaro, ma a livello sociale (e quindi nel lavoro, nella politica, nell’accesso alle possibilità, nella vita insomma) fanno parte dello stesso contesto e meritano la stessa attenzione.

Salvatore Zuccarello

Riferimenti web: http://www.aidos.it/

http://www.donne.vitedasalvare.aidos.it/

domenica 25 novembre 2007

pOlliTik

Finalmente a Lenola piove, l’estate asciutta si è trattenuta a lungo e ci ha lasciato un po’ d’amaro in bocca. Il Natale ci scalda il cuore all’idea del suo arrivo. L’H.Q. si mette a tenere a bada i propri lettori, i blog istituzionali improvvisano una più o meno interessante pratica virtuale della cosa pubblica, il Miracolle aggiudicato, l’MP Group stimola le Associazioni…

pOlliTik!

Esporre i propri punti di vista spesso rimane una faccenda difficile se non pure faticosa. Quando si scambiano opinioni su questioni pubbliche mi rammarica constatare che il risultato non è sempre troppo felice: si è più inclini a difendere un ideale a qualunque costo piuttosto che soppesarlo, relazionarlo ai fatti, criticarlo. Per questo a me non piace considerarmi di sinistra o di destra. Schierarsi equivale ad essere acritici verso la realtà, ovvero assecondare gli interessi di chi detiene il potere imboccando cucchiai caldi quando arrivano i Brodoni!

Ho la sensazione che il nocciolo dei problemi che si discutono sia inarrivabile, semplicemente perché sono privi di un centro di forza d'attrazione, cioè di un concreto collegamento con quanto quotidianamente viviamo; si finisce per girare vorticosamente attorno alle problematiche, ma ciò che rimane è solo la convinzione di averci provato.

E poi. Come una tempesta magnetica i flussi di notizie ci bombardano 24 ore su 24 fino ad escludersi a vicenda in una Babele di aggiornamenti su tutto e il contrario di tutto. Io fruitore dovrei farmi una idea di cosa sia giusto o meno, dovrei sentirmi parte attiva, ma ciò che a stento mi riesce è svegliarmi sorridendo e starci dentro, si starci dentro a questa vita!

Pierrot


giovedì 22 novembre 2007

Per le vostre serate Romane


A Roma c`è un ristorante-pizzeria: la Locanda dei Girasoli.
E` nato dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down per dare una prospettiva lavorativa ai loro figli Claudio,Valerio, Emanuela e Viviana che già oggi ci lavorano come camerieri.
Purtroppo non è in una via molto frequentata di Roma (in zona Quadraro) ed è molto difficile farlo conoscere, questo sta portando la locanda in una difficile situazione economica.

Approfittiamo del nostro spazio, letto da molti lenolesi "immigrati" nella capitale, per invitare tutti a gustare una pizza, la loro cortesia e aiutare la locanda.

Qui sotto trovate il sito del locale:
La locanda dei Girasoli

domenica 18 novembre 2007

Omaggio

Mentre diamo in cambio le nostre Cristine per un litro di oro nero

mentre ruggire a duecento è divenuto il nostro credo

Mentre correva l’anno in cui sono nato

un uomo si agitava sul palcoscenico

con una pompa di benzina in mano

M’incazzo

volo appresso all’ambo

spendo, spando e smercio l’anima

che tanto in paradiso “poi” me la pagano

Tutto uguale ai nostri giorni

conforme per i signori

persino ai numeri hanno tolto i meriti

non si ama la misura

qui si usura

Non c’è 100 – 10 o 2 che tenga

no, ne basta 1 e poi si nega

e come lo è Ridge un mito lo diventa così anche Rino

E pensa caro amico

dobbiamo anche ringraziarli

almeno la gente avrà una ragione per cantarti

Ma conoscerti non è abbastanza

comprenderti non basta

la tua poesia ha bisogno di ali

perché porti il cielo in una stanza

Non c’è nessuno che ti abbraccia

abbiamo perso in partenza

Rino

prima che cada l’oblio

dacci ancora una ragione per evitare questa finzione

Rino dal cielo

Ti prego

Un altro motivo.


PIERROT



giovedì 15 novembre 2007

E l'ONU giustizia la condanna a morte



Mark Dean Schwab, sente i rintocchi di passi lenti attraversare il lungo corridoio di linoleum giallo che ricoprono il pavimento del braccio della morte della Florida State Prison, proprio nello stesso istante in cui a 981 miglia da lì, verso nord, in un palazzo alto sul lato est dell'isola di Manhattan, 184 persone provenienti tutte da paesi diversi premono pulsanti su banchi di legno scuro, forse Tek, o forse castagno.

Mark Dean Schwab sa che quello che sta vivendo è l'ultimo suo giorno di vita e quelli che sente sono i passi dei secondini che, nel giro di un'ora, solo dopo l'estrema unzione e la confessione, lo condurranno in una camera bianca in mezzo alla quale è posto un letto, con sopra cinghie di vero cuoio, e di fronte un finto specchio, dall'altra parte del quale c'è una platea, di gente, che, avida, attende la sua morte.

Mark Dean Schwab non sa che l'altra platea, quella dei 184, in nello stesso istante, dopo una giornata di emendamenti e contro emendamenti, ha finito di votare.

Mark Dean Schwab sa che la sua morte avverrà nel giro di un ora, mentre lui è addormentato da un sedativo, per causa di un potente veleno autorizzato dalla legge.
Legge che Mark Dean Schwab ha infranto il 18 aprile 1991 quando ha rapito e ucciso una bambina di 11 anni.
Il suo nome era Junny Rios-Martinez.

Mark Dean Schwab non sa, che proprio in questo momento una telecamera sta inquadrando un tabellone luminoso dove sono disposte tante lucine a semicerchio.

Mark Dean Schwab non sa, che quelle lucine sono per la maggiorparte verdi, e che la contro platea, del contro tribunale, del contro processo alla condanna a morte, ha dichiarato che la stessa condanna di morte è rea di omicidio volontario aggravato plurimo e reiterato ( fin dall'alba dell'umanità ) e va per questo motivo, giustiziata. Subito.

Mark Dean Schwab non sa che mentre delle chiavi aprono la sua cella, un telefono squilla, dall'altro capo della prigione. E' la corte federale di Washington, la sua condanna a morte è sospesa.

Mark Dean Schwab non sa che cosa vuol dire moratoria eppure è stato colui che ha visto con i propri occhi eseguire la condanna della condanna.

Se vuoi sapernde di più... RaiNews24 o ANSA
Wikipedia su Mark Dean Schwab

domenica 11 novembre 2007

Da UnA sTaNzA aLl'AlTrA

Continua lo scambio di esperienze tra il blog dell'Associazione Hermano querido e il sito siciliantagonista.org, nell'ambito della rubrica il sab(b)ato del villaggio, nella quale per quattro puntate il Brigante Vix racconta l'esperienza nella terra zapatista.


Compito a casa


Titolo: Le cose non si possono modificare. La gente resta sempre la stessa. Il mondo è un postaccio pieno di pericoli e non vale la pena mettersi in gioco per provare a cambiare lo status quo.

Svolgimento: Falso, tutto falso dalla prima all’ultima parola. Lo posso dimostrare con l’esperienza di www.siciliantagonista.org


Il titolo di quel tema è comodo, troppo comodo per essere vero. Che forse, Peppino Impastato, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno fatto quello per cui li conosciamo e ammiriamo per nulla? Non credo proprio, e lungi da me l’idea di accostarmi alla forza e al coraggio dei succitati, ma prevale sempre la voglia di non lasciare la realtà inalterata. Perché su questo dobbiamo essere d’accordo con il titolo: il mondo è davvero un postaccio pieno di pericoli. Visibili o meno.


Siciliantagonista.org nasce nel 2004, come portale di informazione alternativa. L’obiettivo è quello di raccontare gli eventi e le iniziative che non trovano spazio, per vari motivi, nei media a grande gettito di soldi e grande pubblico. Siamo partiti con le associazioni, quelle locali, per spiegare la loro realtà ed i loro problemi nel confronto con un ambiente difficile, alle volte ostile, troppo legato agli “schemi pantano” che bloccano fondi ed idee.


Ma le cose si possono cambiare: piano piano abbiamo attivato, grazie alla rete attivata attraverso internet, una serie di contatti ed iniziative che hanno movimentato molta gente e creato occasioni di condivisione sociale. Esempio: 2500 persone in piazza a manifestare contro le trivellazioni nel Val di Noto, 2500 contatti e moltissime associazioni hanno preso coscienza della situazione e sono scese in piazza lo scorso marzo.


Anche e soprattutto internet ci ha aiutato a creare partecipazione civile: grazie alla collaborazione con Malastrada Film e www.produzionidalbasso.com, è stato realizzato un documentario - “13 variazioni su un tema barocco: ballata ai petrolieri del Val di Noto” - prodotto dai lettori di siciliantagonista.org, svincolando in questa maniera una buona idea dagli inevitabili meccanismi di mercato e vendibilità.


Siamo nel 2007, adesso il sito è un punto di riferimento per tutta la Sicilia, abbiamo le esclusive per i grandi eventi culturali e musicali (come l’ultimo “Sikula Reggae Festival”) e arrivano proposte di collaborazione da tutte le province della Trinacria; non dimentichi delle “piccole” realtà, continuiamo a supportare con entusiasmo e professionalità tutte le associazioni e le iniziative che possono portare alla Sicilia un vento fresco di cambiamento. E non perché siamo bravi, ma perché abbiamo scelto di fare qualcosa per la nostra terra con umiltà e determinazione.


Non ci siamo mai legati a realtà politiche, - e non abbiamo intenzione di farlo - nonostante abbiamo apprezzato e sostenuto l’interesse delle istituzioni per il territorio e la lotta alla mafia (come il lavoro di Rita Borsellino o quello dei Verdi attivi nella provincia di Siracusa); dove è scritto che, per fare informazione, si debba essere iscritti o militanti di questa o quella bandiera? Noi lo abbiamo fatto, e continuiamo a farlo, con professionalità e correttezza, e riusciamo a raggiungere molte persone.


Il rapporto di stima e amicizia con “Hermano Querido” ci lega nell’ambito delle nuove realtà che sfruttano le tecnologie per creare ambiti di confronto e discussione aperta, dove la stessa cittadinanza che propone e cerca di attivarsi attraverso un uso consapevole e responsabile della parola, visto e considerato che siamo costretti a confrontarci con un sistema politico che si basa sulla chiacchiera unidirezionale, escludendo ogni risposta attiva o di dissenso.


Conclusione: il mondo non si cambia in un attimo, ogni rivoluzione ha bisogno di tempo, attivazione e partecipazione; non importa se si parte in 3 o 20 o 50, l’importante è creare una base conoscitiva ed una coscienza condivisa che guardi alla migliore maniera di risolvere i problemi delle varie realtà territoriali. Ed è anche una verità che non per forza bisogna passare dai canali della politica, gestiti da una gerontocrazia vergognosa e spessissimo compromessa.


Grazie dell’attenzione, come sempre aspetto i vostri commenti,


Salvatore Zuccarello

venerdì 9 novembre 2007

Distensione Sensoriale

The Piano



Yann Tiersen - Comptine D'un Autre EteL'apres Midi
in un corto di Aidan Gibbons

mercoledì 7 novembre 2007

FAVOLE

Ieri sera leggevo a Lorenzo una delle tre favole raccolte in uno splendido album
edito da Edizioni Di di Andrea Pazienza:
A che serve un Perepè?

Credo sia un pò quello che accade su questo blog
e quello che si legge attorno alla nostra Associazione.
Per questo ve ne riporto il testo...

Un giorno un cavallo, un perepè e una margherita giallo mare se ne andavano a spasso per il mondo.
.
- ALT! - disse il Gran Maestro dei Grigi sbucando da un cespuglio
- LE MARGHERITE NON VANNO A SPASSO, LO SANNO TUTTI! QUINDI LA STORIA FINISCE QUA!
- No, la margherita la porto con me - disse il cavallo.
- Ciao - disse la margherita che era molto bene educata.
.
E i tre continuarono la passeggiata, e il cavallo portava la margherita sulla groppa.
.
- UN MOMENTO - disse nuovo il Gran Maestro dei Grigi .
- CHI HA MAI SENTITO PARLARE DI UNA MARGHERITA GIALLO MARE? IL MARE E' BLU! LO SANNO TUTTI, QUINDI LA FAVOLA FINISCE QUA!
- No, guarda, quando il sola tramonta, il mare ha tutti i colori! - disse il cavallo.
- BAH! - sospirò il Gran Maestro dei Grigi .
.
E i tre continuarono a girare il mondo in lungo e in largo.
.
- FERMI! - disse ancora il Gran Maestro dei Grigi che era proprio uno scocciatore.
- COME MAI TU CHE SEI UN CAVALLO PARLI, E QUESTA MARGHERITA MI HA DETTO CIAO? I CAVALLI E LE MARGHERITE NON PARLANO, LO SANNO TUTTI! QUINDI LA FAVOLA FINISCE QUA!
- Ma no! I cavalli parlano, solo che gli uomini non li capiscono. E la margheritina, anche lei parla, sennò come faceva a salutare? - rispose il cavallo.
- ? - silenziò confuso il Gran Maestro dei Grigi .
.
E i tre continuarono la passeggiata ridendo e scherzando.
.
- FERMI TUTTI - disse ancora una volta il Gran Maestro dei Grigi .
- E VA BENE IL CAVALLO PARLANTE, VA BENE LA MARGHERITA GIALLO MARE, MA UN PEREPE'? A CHE SERVE UN PEREPE'?
Allora il cavallo rispose:
- Serve, serve... perchè quando c'è uno scocciatore come te, lui salta e fa:
PEREPE'!! PEREPE'!!
.
.
Clandestino

martedì 30 ottobre 2007


Inizia lo scambio di esperienze tra il blog dell'Associazione Hermano querido e il sito siciliantagonista.org. Ospiteremo in 4 puntate idee, analisi, opinioni circa gli avvenimenti dell'Italia e del globo di Salvatore Zuccarello, corrispondente del sito di informazione indipendente siciliano, sul blog control-alt-canc.blogspot.com. Allo stesso tempo vi invitiamo a visitare la pagina http://www.siciliantagonista.org/modules.php?name=News&file=categories&op=newindex&catid=8 dove troverete i racconti inediti del viaggio nel Chiapas zapatista di Pilu ospitati nella rubrica il sab(b)ato del villaggio. Crediamo fortemente che condividere modi diversi di vedere la realtà possa arricchirci e proiettarci verso una rete solidale forte tra quei soggetti attivi nella società civile.




LeNolAcQuA


Credo che la passata estate sia giunto dalle parti della Rava il Senatore, l’inossidabile Onorevole Giulio Andreotti. Festeggiato perché qualche tempo or sono ha portato l’acqua nel vostro bel paese. Festeggiato? Ma per cosa? Forse è una menzogna che uno dei problemi più gravi di Lenola sia stato, per moltissimi anni, la mancanza d’acqua nelle abitazioni? Da siciliano quale sono, benissimo comprendo il disagio e la rabbia che possono albergare nei vostri cuori. Infatti mi sarei aspettato di trovare, quella mattinata di luglio, non solo il Moschitti, il Magnafico e Roberto, accanto al cartellone richiedente il prezioso liquido, ma anche una nutrita manciata di lenolesi coscienziosi e arrabbiati.

L’acqua c’era a Lenola? No? E allora chi avete applaudito, e perché? Avete schiaffeggiato le vostre fiere mani al ragionamento “Io l’acqua ve l’ho portata, per il resto sono cavoli vostri!”; chi avete applaudito, Lenola, chi? Ve lo dico io…

Credo sia di pubblico dominio che il signor Andreotti sia stato vicino agli ambienti mafiosi fino al 1980 (le informazioni che cito ed anche quelle che non inserisco in questo articolo SONO PUBBLICHE, e leggere qualche libro di Travaglio sarebbe un’ottima idea); il Senatore siede in Parlamento dalla lontana Assemblea Costituente ed ha ricoperto per ben sette volte il ruolo di Primo Ministro della Repubblica e per altre diciassette è stato responsabile di un Dicastero. Della politica italiana ha visto tutto, da dentro. Non solo della politica.

Giulio Andreotti è stato infatti chiamato diverse volte in aule di tribunali, e nel 2004 è stata confermata la sua colpevolezza riguardo alle relazioni intrattenute con boss e personaggi di spicco di Cosa Nostra (i nomi Badalamenti, Bontate, Lima ed i fratelli Salvo vi dicono nulla?); si chiama “articolo 416 del codice penale”, o se preferiamo “reato di associazione mafiosa”. Il divo Giulio non è stato in carcere solo perché il processo è stato fatto ad hoc per pronunciare la sua ultima sentenza oltre il termine della prescrizione del reato. Il risultato è che quel finto giornalista di Vespa si è potuto permettere di titolare “Assolto!”, anche se poi è stato costretto a correggere il tiro e a pronunciare un più veritiero “Colpevole, ma prescritto”.

Tralasciando gli altri processi in cui Andreotti è stato coinvolto e le menzogne che ha raccontato in aula, la domanda mi corre sulla tastiera: Lenola, vi potevate fidare di un uomo di questa caratura e del suo passato torbido, anche quando non è di mafia che si parla, ma di acqua? Come fa un uomo che non è trasparente a parlare di acqua? Nonostante adesso qualcosa si stia muovendo - ho saputo che vi state allacciando alla conduttura di Fondi - perché, a luglio, nessuno ha chiesto al Senatore di fare qualcosa per risolvere il gravissimo problema della distribuzione idrica a Lenola? Che, per caso, le autobotti scendere e salire da Santu Roccu le abbiamo viste solo io ed i tre manifestanti?

La questione dell’acqua non è un problema di destra o di sinistra, né una questione di proprietà dei ragazzi dell’ Hermano Querido: se non sfruttate ogni occasione per alzare la voce e far sentire il vostro disagio, le cose resteranno sempre così. Pensateci ogni volta che il rubinetto piange, in futuro (anche se mi auguro che gli eventi prossimi eliminino, tra l’altro, la gestione privata di “Acqua Latina” e la restituiscano all’ambito pubblico).

La prossima volta che viene qualcuno dalle vostre parti per fare la figura del salvatore delle necessità liquide della Rava, il mio consiglio è quello di prendere un bel secchione del suddetto liquido e farglielo volare dritto n’capu. Un secchione per ogni volta che è mancata l’acqua!

Poi, se proprio volete, potete anche ringraziarlo. Grazie Senatore! Di che cosa, poi, me lo faccio spiegare sul prossimo numero dello Scoppolino. Un saluto a tutti, aspetto i vostri commenti.

Con affetto antagonista,


Salvatore Zuccarello




sabato 27 ottobre 2007

Guerrigno e Ser Peppe


E fu così che mentre il giovane e indomabile Ermanno Guerrigno veniva giù per la “Sevici”, all’altezza tra la biblioteca e la vecchia sala giochi di Cavallone incontrò Ser Peppe, il saggio del Paese…

- Hei giovane! Fermati un attimo che ti devo parlare, di recente stai facendo troppo baccano! Non trattare Lenola e i Lenolesi in questo modo! Dio si è interessato a spargere tanta bellezza sui vostri monti, e tu? Tu, stolto rappresentante di Dio, ti diverti a compiacere di te e delle brutture che ti circondano, cerca di esaltarne lo splendore piuttosto!

- Ma che dici, non ti capisco, finiscila di fare il filosofo Ser Pè!

- Va bene Ermanno, la finisco di fare il filosofo, ma con immenso piacere comincio a fare lo storico. Voglio raccontarti una cosa importante. All’inizio degli anni ottanta a Lenola partì un ambizioso progetto: il recupero di un antico insediamento, AMBRIFI. Di questo progetto se ne fece carico una Associazione tuttora esistente e per la precisione l’Associazione Storico Culturale dei “Monti Ausoni”. Il recupero di questo insediamento andava oltre un mero interesse storico, si auspicava, infatti, che quell’insediamento potesse arricchire il tracciato di un Itinerario Turistico Culturale.

- Non ti capisco, lasciami stare, ho altro da fare!

- Scostumato! Se solo rispettassi il prossimo forse si potrebbe cavare qualcosa di buono da te e da tutti quei fannulloni di amici che ti vengono appresso! Intendevo che oltre ad incentivare camminate ed esplorazioni al sito, i fautori del progetto volevano archiviarne i ritrovamenti, costruire un museo che li raccogliesse, insomma, incentivare il turismo dietro una causa importante e di gran valore artistico umanitario. Una cosa molto diversa che gridare al Turismo dietro all’ormai stanco e decrepito Miracolle…stiamo innalzando un dormitorio a monumento sepolcrale, te ne sei accorto? crollasse domani!

Il giovane, a questo punto, cominciò a farsi coinvolgere dalla discussione.

- E dimmi, vecchio, cosa successe? Perché quel progetto ad Ambrifi non è mai partito?

- Non fosse mai partito, forse sarebbe stato meglio, il progetto partì, e come! e lo fece in gran stile.

- E poi? Qualcuno perse l’entusiasmo a continuarlo? O venne semplicemente abbandonato perché si rivelò un progetto impossibile?

- Beh, non è importante adesso questo aspetto…

- Posso andare allora, non voglio sapere niente di questa questione. La verità è che oggi ci rimangono solo i ruderi di quel vecchio paese e non ha senso starci a pensare.

- E invece no, devi starmi a sentire! Vedi, Lenola per come sono andate le cose dopo la vittoria degli Alleati durante la seconda guerra mondiale è destinata a morire, questo devi meditarlo, devi pensare a come sia meglio affrontare il futuro, devi pensare ai tuoi figli, devi pensare…

- …e penso penso!…ma non me lo ripetere che mi dai fastidio! Poi i figli io non li faccio! Ti pare? Io ho già i miei incrippi, se tu insisti così, poi, diventi pure odioso!

- E dimmi, quali sono i tuoi, come li chiami? Incrippi.

- Il lavoro, lo studio, una vita sociale a Lenola in cui non mi riconosco…

- E tu, come reagisci, che fai?

- Che faccio? Che ho fatto! Che è diverso. Ho quasi trent’anni e ho fatto quello che non avrei mai dovuto fare se avessi tenuto alla mia serenità. Mi sono Laureato in Storia e Letterature antiche, sette lunghi anni fuori da Lenola con gran sacrificio mio e della mia famiglia. Una volta fregiato della Laurea ho cominciato a friggere patatine in un fast food a Roma, e tutto quello che mi guadagno lo spendo per pagarmi l’affitto, in tutto ciò considera che a Lenola ho una casa…mia! e che vorrei tanto viverci invece di dar via i miei soldi ai volponi di Roma…adesso lasciami stare vecchio bacucco…sono incazzato nero! Anche con te!

Foto degli Amici della natura fra i ruderi.


lunedì 22 ottobre 2007

Lenola I Hate you



Cara Lenola,

ti scrivo perchè sebbene non sia il tuo sindaco non ti penso solo di sabato pomeriggio. Tu mi dirai, allora perchè mi scrivi solo oggi? E' per via di un tuo ammiratore, ti rispondo io, che dice di amarti e poi non ti cura. Come un innamorato un po' imbranato e che ha amici un po', così, pasticcioni.

Lenola, ti scrivo per dirti che io ti odio.
Ti odio perchè frequenti certe persone, perchè non sai scrollartele di dosso, perchè non hai il rispetto e la forza di tutelare e accudire i tuoi cittadini migliori.

Ti odio perchè li hai fatti fuggire, li scacci, non sai provvedere loro un posto adeguato alle loro possibilità. Ti odio perchè avresti potuto farlo. Ma invece hai preferito il porto sicuro di finti adulatori che ti stanno sfinendo invece di rinvigorirti.

Lenola, ti odio perchè assomigli sempre di più ad una madre snaturata, di quelle che non vogliono invecchierare e invece di curare i tuoi pargoli curi vecchi bacucchi con il macchinone. Esci con loro la sera, dimentica della fuga lenta ma inarrestabile delle tue giovani generazioni.
Le guardi scappare via con un treno o con una pasticca e ti stringi ancora di più tra le braccia di chi ti sta rovinando.

Lenola ti odio perchè permetti ai tuoi amanti di continuare a essere miopi, di continuare a ignorare i problemi reali e preoccuparsi di quelli di una sciocca politica.

Lenola ti odio perchè ti credevo eccezionale e ti scopro mediocre, piatta, inerme. Mediocre nelle possibilità, piatta nelle prospettive, inerme di fronte all'invasione dei barbari.

Lenola ti odio per tutti questi tuoi fronzoli inutili, 'sti ornamenti che porti al collo, ma che non sai far funzionare. Regali dei tuoi tanti concubini, come il tuo albergo mai partito, il centro studi che stavi per vendere ad una sedicente università, il tuo cinema mezzo diroccato, la biblioteca meno visitata dell'universo, la tensostruttura volata via due volte, l'acqua col contagoccie...

Lenola smettila, non fare quella faccia, non incazzarti con me, che ti odio eppure ho il coraggio di dirti le cose in faccia. Abbi il coraggio di essere te, pura e semplice, di avere con la politica la stessa schiettezza che risiede nel tuo vino migliore. E poi, ti prego, non rispedire al mittente queste poche righe.

Lenola, meretrice, parliamone.

Carmelo

martedì 16 ottobre 2007

Appello importantissimo!



"VI SIA MUSICA E CANTO DAVANTI A TE.
GETTA ALLE SPALLE TUTTE LE PENE E VIVI NELLA GIOIA FINO A QUANDO NOI FAREMO UN VIAGGIO VERSO IL MONDO CHE AMA IL SILENZIO"
(Canto dell'Arpista - Egitto 3.000 A.C.)

Cari tutti visitatori di questo blog, vi giro una mail che ho ricevuto qualche giorno fa, un messaggio dannatamente attuale. Si parla molto dei problemi che affliggono giovani e non solo, ma ho l’impressione, come si dice a Lenola, che le parole “da un orecchio entrano e dall’altro escono”. I problemi però sono reali, i problemi ci stanno rendendo invivibile la vita, eppure questi signori che non sanno altro che dire “jat a fatija” portano avanti la loro idea con orgoglio, a me questo fa rattristare, mi fa perdere speranze…Che Dio protegga Mohssen Kasirossafar.

Pierrot
Carissimi amici,
scusatemi innanzitutto se vi rubo un pò del vostro tempo.
Purtroppo stiamo attraversando un bruttissimo momento che investe tutto il mondo.
Guerre fisiche, guerre mentali dettate dai pregiudizi, guerre mediatiche.
Lo scenario non è affatto consolante, vedi l'attuale situazione del popolo Burma e le violenze perpetrate ai danni dei Monaci, i quali antepongono solo bontà, amore e spiritualità, insomma PACE.

VI SCRIVO IN REALTA' PER SOTTOPORVI UN CASO CHE A MIO AVVISO NON PUO PASSARE INOSSERVATO.
E' UNA DISCRIMINAZIONE CHE INVESTE LA NOSTRA MICROSFERA, LA VITA DI TUTTI I GIORNI.
QUESTA QUESTIONE RIGUARDA UN NOSTRO COLLEGA E COMPAGNO DI VIAGGIO IN QUESTO SPACE:
Mohssen Kasirossafar.

HO AVUTO MODO DI CONOSCERE L'ARTE E LA PERSONA DI QUESTO GRANDE PERCUSSIONISTA E LIUTAIO DI ORIGINE IRANIANA.
UN MAESTRO NEL VERO SENSO DEL TERMINE.
UNA PERSONA CHE CON LA SUA UMILTA', LA SUA GENEROSITA', LA SUA PERIZIA RAPPRESENTA UN PUNTO DI RIFERIMENTO QUANDO SI PARLA DI MUSICA E NON SOLO...
EBBENE DOPO TANTISSIMI ANNI DI ATTIVITA' NEL SUO "LABORATORIO ALCHEMICO-MUSICALE" DI TRASTEVERE IN VICOLO DEL CEDRO 33 A ROMA, DOVE IL NOSTRO AMICO COSTRUISCE STRUMENTI, ACCOGLIE MUSICISTI DA TUTTE LE PARTI DEL MONDO E FA MUSICA, EBBENE DICEVO, DI PUNTO IN BIANCO TRA QUALCHE MESE MOHESEN SARA' COSTRETTO A LASCIARE QUESTO "TEMPIO" DELLA MUSICA A CAUSA DI UNO SFRATTO E NON SA DOVE ANDRA' A FINIRE COL SUO "MUSEO" DI STRUMENTI MUSICALI (Nel laboratorio vi sono strumenti da lui restaurati che hanno più di 500 anni).
MI CHIEDO COME E' POSSIBILE CHE LE ISTITUZIONI DI TUTTI I TIPI E A TUTTI I LIVELLI, A PRESCINDERE DAL CREDO POLITICO, NON ABBIANO PRESO A CUORE QUESTA SITUAZIONE DAVVERO AVVILENTE.
E' UNA VERGOGNA!!!
ORMAI FARE CULTURA, FARE ARTE, FARE MUSICA IN QUESTO PAESE NON HA PIU NESSUN PESO ED IMPORTANZA.
SIAMO TUTTI FAGOCITATI DA QUESTO MODO BARBARO DI CONCEPIRE IL TUTTO COME UN VUOTO BUSINESS IN NOME DEL "MARK-KETTING".
VI PREGO DI BOMBARDARE TUTTI I SITI ISTITUZIONALI COMPRESO IL MERAVIGLIOSO BLOG DI BEPPE GRILLO, PER PORTARE UN PO' DI ATTENZIONE SU QUESTA AMARA FACCENDA.
PROBABILMENTE PER UNA VOLTA TANTO, CHI DI DOVERE, SAPRA' CHE I MUSICISTI ITALIANI SONO UNA COMUNITA' CHE RISPETTA ED ESIGE RISPETTO.
PRIMA DI DIFFONDERE NOTE, NOI DIFFONDIAMO VALORI.
NON LASCIAMO MOHSEN DA SOLO PER FAVORE.
FATE CIRCOLARE QUESTO NOSTRO APPELLO.
VE LO CHIEDO CON TUTTO IL CUORE.
GRAZIE ANCORA.
LOUIS


MYSPACE DI MOHSEN

lunedì 15 ottobre 2007

Blog Action Day

Blog Action Day: un incontro virtuale tra i blog di tutto il mondo.
Un evento che quest'anno raggrupperà 14'000 blog per un totale stimato di 12 milioni di lettori.

14'000 Blog, quest'anno, parleranno di ambiente.

Non vogliamo qui farci portavoci di statistiche, numeri, temperature o prove di cambiamenti climatici.

Vogliamo solo, come al solito, sensibilizzare, portare la nostra piccola voce, nel fiume delle altre.
Un modo come un altro per mostrare la soliderarietà alla nostra madre terra.
Un modo come un altro per invitare tutti a modificare le proprie abitudini, dal basso, dalle piccole cose.
Piccole cose come differenziare i rifiuti o spegnere le luci quando non servono, chiudere l'acqua quando ci si insapona o spegnere gli elettrodomestici invece di lasciarli in stand-by.

Solo piccoli gesti:
magari venissero adottati da tutti e 12 i milioni che oggi leggeranno di ambiente!

sabato 13 ottobre 2007

L'immaginazione


Il debito che abbiamo con il gioco
dell’immaginazione è incalcolabile.

Carl Gustav Jung
(psicologo svizzero)

Mi sono trovato a scambiare idee con i miei amici su un argomento piuttosto controverso: quali sono le virtù della mente dell’uomo? Sono stati spesso mitizzati superuomini con la capacità di spostare oggetti con la forza del pensiero, di rendersi invisibile, di viaggiare nel tempo. Tutto ciò è frutto della caratteristica che più distingue la mente dell’uomo: la facoltà d’immaginare. Immaginare non è solamente un gelido vocabolo, è una vera e propria azione con conseguente sprigionamento di energia. L’immaginazione è addirittura usata come metodologia per la cura della vista e alcuni filosofi ne traggono teorie per adescare la felicità: i momenti d'infelicità, sostiene lo scrittore Henri Pena-Ruiz, fanno talora disperare e possono perfino imprigionare la coscienza entro i loro limiti. È proprio questa prigionia anzitutto, che bisogna evitare. L’uomo dispone per far ciò, di una risorsa mirabile: il pensiero, che altro non è che la vita della coscienza, una vita troppo spesso inosservata, misconosciuta e negletta; il pensiero, purché ci si accorga del suo potere, e se ne goda, è liberazione.

Ma che cos’è l’immaginazione mentale?

La parola immaginazione ha la stessa radice del verbo latino imitari, che significa “imitare”. Un’immaginazione mentale è un’imitazione interiore, la rappresentazione di un oggetto sensibile. Con la mente si può udire, odorare, gustare e avvertire sensazioni tattili, vedere cose che non sono fisicamente presenti: in essa potete rappresentarvi una rosa senza averla in mano. L’immaginazione ha un ruolo molto importante nella vita mentale di molte persone. I chimici usano l’immaginazione per raffigurare la disposizione delle molecole, i disegnatori di moda per prevedere come cadrà un vestito, i fisici teorici per creare un modello del mondo astratto delle particelle subatomiche, gli uomini d’affari per prevedere l’andamento del mercato, i campioni di scacchi per mettere appunto la loro strategia e gli addetti ai traslochi per trovare il modo di spostare un grosso pianoforte su per una scala a chiocciola.
Molti insetti per aiutarsi ad incedere sulla terra hanno le antenne, noi per aiutarci a vivere la vita abbiamo l’immaginazione, mi chiedo spesso perché facciamo tanta fatica a riconoscerla, magari per riqualificarne le potenzialità.

Pierrot
puntoedacapo@hotmail.com

mercoledì 10 ottobre 2007

Scienza "m"etica a cura di Davide Vaccarin

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Simone Cristicchi


Cari lettori questa volta voglio parlarvi di ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) e di Metilfenidato & Co.

Parlando di queste cose si possono, secondo me, seguire 2 strade... una che è quella di riempire la pagina di psicofarmacologia, di richiami di biochimica e così via discorrendo... la seconda è quella di fare alcune considerazioni dettate dal buonsenso su malattie mentali o presunte tali e terapia.

Discutendo di questo argomento non si può non "urtare" contro i sentimenti di qualcuno...

Per evitare di addentrarmi in cose troppo pesanti scelgo una via di mezzo proponendovi dei link che sostengono posizioni differenti a riguardo.... compresa quella di chi vende i farmaci per l'ADHD.

- Wikipedia (ITA)

- Nimh (ENG)

- Adhd (ENG)

- Aifa (ITA)

- Giulemanidaibambini (ITA)

Qual'è quella giusta?

Qui entra in ballo la seconda parte del discorso ovvero le considerazioni fatte a buonsenso. Per quanto riguarda i bambini questo concetto assume una delicatezza ed una intensità che probabilmente non arriva ad avere in altri esseri in quanto i bambini in primis sono indifesi, in secondo luogo perché sono come uno specchio che riflette senza filtri la società che li circonda...

Le considerazioni che si possono fare sulle "malattie mentali" sono una infinità... ma tutte partono da un punto fermo... cosa è normale e cosa no? Cioè chi dice che quello che facciamo tutti i giorni è o meno normale?

La verità, secondo me, è che la normalità è un concetto puramente statistico, al punto che se tutti fanno una cosa, allora quella diventa normale... e di questo nel corso dei secoli o, ancora degli anni ne ha risentito il concetto di malattia mentale. Come vi sentite, anzi come ci sentiamo quando passiamo ore della nostra vita in coda magari per andare su un posto di lavoro che ci fa schifo... o non ci da gioia? E' normale? Lo fanno tanti... tantissimi... non ho mai sentito nessuno chiedersi se è normale.

Secondo me questa considerazione è meno banale di quanto sembra... chi dice che un bambino o un adulto che si comportano in un certo modo sono o meno "normali"? Qui si va a cozzare con un passato non troppo remoto in cui alcune predisposizioni dell'anima erano considerate patologiche. Alcuni esempi? L'isterismo: si chiama così perché si pensava venisse dall'utero, si sono scritte dotte disquisizioni e volumi interi sull'argomento... che oggi fanno sorridere... Oppure l'omosessualità, considerata una malattia mentale dal DSM fino a pochi anni fa, finche ci si è resi conto che il 10-15 % (5-6 cento milioni di persone) della popolazione mondiale non può essere malato altrimenti si raccoglierebbero soldi per l'omosessualità invece che per la malaria.

Cosa c'entra questo con l'ADHD?

La mia opinione, per quello che vale, è che sia più facile relegare ciò che non capiamo, ciò che è diverso come una "malattia" per la quale "somministrare una cura" piuttosto che capire l'individualità di ogni essere umano di fronte alla vita, sia esso un adulto o un bambino, è successo prima con l'epilessia, pensavano fossero indemoniati, poi con altre ed altre ancora... e succederà di nuovo perché, osservando le persone, se ne troverà sempre un gruppo più o meno esiguo che non si "comporta" e che non “vive” come le altre.

Io conosco uno che mangia la pastasciutta a colazione, magari ce ne sono anche altri... E' una persona normale? Dipende dal condimento della pasta? Per esempio con le sarde è grave con un pomodoro leggero... allora passi?
Dov'è il limite tra il patologico e il normale?
Senz'altro quando la persona fa soffrire o fa del male a se stessa e a chi gli sta vicino... ma come e in che misura? E come la società è coinvolta in questo "fare del male"... perché l'abbiamo detto prima i bambini sono lo specchio, senza filtri e senza ipocrisie della società che li circonda... dove vivono... Sono malati quelli che trombano e mettono il filmetto col telefonino su youtube o è la società, la famiglia -il nucleo base della società- ad avere qualcosa che non va più?

La risposta?
IO NON ho risposte...troppo comodo. la verità è che ognuno deve tentare di trovare la sua, vagliate le falsità di ognuno -comprese le mie-.

Fermo restando che alcuni farmaci, ne sono sicuro, migliorano in qualche misura alcuni disturbi mentali, personalmente non credo che dare il metilfenidato (una anfetamina) a dei bambini sia un gesto d'amore. Dal punto di vista formale viene da chiedersi come mai dare una anfetamina ad un bambino iperattivo… visto che le anfetamine sono stimolanti-eccitanti.

E le cose curiose sarebbero molte altre... per esempio perchè il SATIVEX (estratto idroalcolico di cannabis sativa) deve essere prescritto usando il ricettario per gli oppioidi e il metilfenidato (una anfetamina) che è più pericolosa invece no? Ma qui allunghiamo troppo la zuppa...

Concludo con questa mia modesta esperienza assolutamente "non scientifica": ho aiutato una persona che abita negli USA a "disintossicarsi" dal metilfenidato. Oltre alle considerazioni mediche che vi risparmio mi è rimasta impressa questa frase che mi ha detto:

"quando lo prendevo non ridevo più"...

Buona vita e che la salute perseguiti voi e tutti quelli che amate.

Dott. Davide Vaccarin

lunedì 8 ottobre 2007

Buon viaggio



Scontato, piccolo, ma forte.
Un messaggio vogliamo lasciarlo anche noi, a questo musicista le cui mani, sopra quelle corde, c'hanno scaldato e fatto ballare.
Anche a Lenola, quel 29 giugno, quando suonò per Luigi.

Un saluto al "Gabibbo", chitarrista degli MCR, da tutto l'Hermano querido.


mercoledì 3 ottobre 2007

Un talento...


Quando mesi fa, Mauro mi propose di linkare il blog di canemucca, ignoravo l’esistenza su questo globo di Marco Dambrosio, che (oltre a farsi scrivere il cognome senza l'apostrofo N.d.R) in arte si fa chiamare Makkox. Accettai, un po’ timoroso, per la verità, come quando si accetta una gita in una città mai vista.

Mi sono sempre piaciuti i fumetti, il mondo delle strip, lunghe o corte che siano, quelle secche, ironiche, di denuncia, alla Vauro per intenderci, quelle a tre tempi, alla Mafalda, o quelle lunghe che si snodano lungo storie biancoenero.

Ma la videata di canemucca mi colpì dapprincipio, raschiando via quasi subito un vago senso di disorientamento. Quella vertigine deriva dal fatto che canemucca è l’avanzamento della specie nel campo dei fumetti sul web, è il semplice istinto di sopravvivenza di un’arte che si è dovuta adattare alle nuove tecnologie. Come in una darwiniana lotta, le stip, per sopravvivere sul web, si sono allargate, impaginate, appiattite, sconvolte, sciolte a puntate. Poi, come sempre fa la natura, ad un certo punto c’è stato un balzo evolutivo e la strip è diventata a “scrolling verticale”. Facile, semplice e intuitivo.

La prima volta che ho visto una strip in verticale è stata su canemucca… e mi è sembrato come se fosse sempre esistita, come quando si guarda un essere umano e si fa fatica a immaginare che prima fosse una scimmia…almeno certi, esseri umani…

Questa strip l'ha realizzata Makkox appositamente per ctrl-alt-canc. A lui vanno i nostri ringraziamenti. Le sue opere le trovate ai seguenti link:

Canemucca

Fly

The Rufus Cut