venerdì 2 febbraio 2007

Le imprese di Macaroot - I puntata


Anno del Signore 1349


Nel regno della Luna Malinconica, nei territori di Knobas, oltre la palude di Korkashmull dove ogni notte il viscido Pitone Guardone esce a insidiare le coppiette, c’è la catena dei Monti Hudranabara, e attraverso il passo delle Neve Nera si arriva alla valle della Sfinge, dove sta il castello del crudele re Uruk.Ma questo non c’entra un cazzo con la nostra storia.

In realtà la nostra storia si svolge nel Regno di Lenola, nella città delle Scale Lunghe, nascosta dalla Grande Rava, sul fiume Vallone Che Non C’è Più, dove in un Castellocemento regnava re Oo, detto Oo l’assente.Oo era figlio di Oook il Partigiano e di Ooa l’ostetrica, nonché discendente della stirpe di Oooooonoos, che regnava da anni sul regno di Lenola.

Oo aveva un discepolo che si chiamava Macaroot. Fumatore incallito era anche il cavaliere più ardito, valoroso e democratico del paese, ma aveva un cruccio.Non aveva ancora fatto niente di ardito e valoroso.

Il fatto è che nel regno di Lenola non c’erano né briganti malvagi né draghi da affrontare né tantomeno principesse da salvare. Era un reame tranquillo, e l’evento più scellerato mai accaduto a memoria d’uomo, era stata la Gran Zuffa del Carnevale del 1258.

Quindi Macaruuuh, che aveva come prerogativa il cambiare il nome a seconda dell’umore era triste.

Il re Oo lo convocò e gli chiese:— Cosa ci fai tu qui?

Non lo chiamavano Oo l’assente per niente.

— Tu mi hai fatto chiamare — disse Macaroot accendendosi una sigaretta un po’ arrabbiato.

— Ah sì, ora ricordo — disse Oo — mi hanno detto che sei triste. Perché figliooo? Cosa ti manca? Proprio il mese scorso ti regalai ventisei nani perché tu potessi abbatterli a alabardate per quel gioco che chiami Play Prevention. Vuoi altri nani? Vuoi curare e poi condannare a morte qualcuno? Vuoi soldi per accattarti le sigarette?

— O mio Sire — sospirò Macaroot — io sono un giovane ardito temerario e democratico. Ti sembra che possa essere contento di passare il mio tempo a storpiar nanetti, a curar malati e ad accattarmi le sigarette?

— Noo — disse Oo.— Perciò ti chiedo il permesso di andarmene dal regno per un anno, in avventuroso peregrinare, a compiere qualche impresa eroica in cui possa difendere i deboli per tornare onusto di gloria e sanguinante di preda, con una bella principessa al fianco.

— Booh. Se è questo che vuoi — disse Oo — ma bada, voglio una vera impresa. Qualcosa di cui si parli in tutto il regno di Lenola, ma anche oltre il Vallone Che Non C’è Più e le montagne di Carduso e il regno dei Pomodori di San Martin’s e le piane di Trella e il deserto di neve delle Fosse di Ambrifi, e...

— Va bene — disse Macaroot spegnendo la sigaretta— chiederò consigliò al saggio stregone Santavomma. E si accese una sigaretta.

— Vai con Dooog e soprattutto, non cadere nella deriva populista — disse Oo, e riprese a dormire.

Macaroot, ordunque, si recò nella grotta del stregone Santavomma, che non si trovava sotto la Cascata di Forfora nel Vallone Che Non C’è Più ma sotto una rava del Piccolo Chiavatore.

Santavomma sedeva in meditazione al centro della grotta, e un getto d’acqua gli trapanava direttamente il cranio. La grotta era bucata. Ma lo stregone era superiore a certe cose, e soprattutto aveva in testa una padella.

— O Santavomma, grande sciamano, tu che parli con Oong e Moong i transdemoni eonici, ascoltami.

— Non sento, ho il rumore di questa maledetta cascata in testa — rispose Santavomma.

Allora Macaroot spense la sigaretta, si caricò in spalla Santavomma e lo portò all’asciutto. Puzzava di acqua putrida e pesci morti, ma era pur sempre il grande sciamano.

— Grazie cavaliere — disse Santavomma — in cosa posso esserti utile?

— Vorrei compiere un’impresa temeraria e democratica a difesa dei deboli, senza cadere nella deriva populista, ma facendo in modo che tutti ne parlino, per poi raccogliere i fatti in un libro, possibilmente un bestus sellerus.

— Uhm — disse Santavomma — non è facile. Tutto ormai è stato detto scritto, ribadito e serializzato. Ma forse posso darti qualche idea. Potresti iscriverti a una università di maghi.

— E chi interesserebbe una storia così?

— Hai ragione. Dunque se ben rifletto, in questi strani tempi, se vuoi compiere un’impresa di cui si parli, servono tre cose. Uno scenario giallo noir o thrilling, possibilmente noioso. Un serial killer con un difetto fisico. Il graal.

— Stregone, veramente io non capisco — disse Macaloot tra una boccata e l’altra.

— Mi spiego meglio: anzitutto ci deve essere un assassinio, e la vittima, prima di morire deve scrivere con sangue, bava, feci o altro liquame adatto, una frase criptica, da decifrare. Poi deve arrivare un investigatore, possibilmente umano comprensivo e dialettale. Deve esserci una donna misteriosa. Un cattivo con l’aspetto malaticcio e maniacale. Un cane assassino che deve ammazzare almeno sei persone, meglio se donne. Non sarebbe male se, durante la storia, si scoprisse qualche crimine partigiano ai danni di qualche incolpevole fascista. Poi ci deve essere almeno un paio di templari, un cabalista, e naturalmente il Graal.

— E difendere i deboli?

— Quella non è più incombenza per cavalieri, tutt’al più per qualche gruppo di volontariato.

— Sciamano Santavomma — disse Macaloot deluso — hai bevuto ancora una pozione allo stramonio?

— Ti dico che le cose vanno così. Perché non mi credi?

— Uffa, grande stregone. Sono venuto da te per avere da te magici consigli e mi hai raccontato un sacco di corbellerie. Me ne vado.

E si accinse a farlo tra una sigaretta e l’altra. Ma Santavomma lo fermò con voce decisa.

— Aspetta mio bel principino... ora che ci penso, posso consultare l’oracolo di Gooooogle.

— Ma che cazzo di nome. Ci vuole molto?

— Non tanto... basta connettersi...

— Come hai detto?
— Voglio dire, basta entrare in trance... ma ultimamente, ogni volta che mi conne... cioè che consulto l’oracolo mi viene un gran mal di testa e devo comprare tisane analgesiche e costosissime con cui curarmi...

— Va bene, ho capito, avido Santavomma — disse Macaloot — quanto vuoi?

— Cinquanta squarau...

— Cinquanta squarau? Ma è la mia paghetta settimanale... che razza di tisane usi?

— Alchemiche, fatte con erbe rare e tritate nel plenilunio con pestello d’oro... facciamo quaranta squarau con lo sconto per Grandi Imprese.

Macalooot trasse dalla gabbietta che portava sotto il mantello quaranta squarau che si misero a correre velocemente sul pavimento. Lo sciamano ne assaggiò subito uno.

— Cosa c’è, non ti fidi? — chiese offeso Macaloot spegnendo con la scure la sigaretta.

— No, non mi fido. L’ultimo templare che è venuto qui mi ha fregato. Invece di dodici squarau mi ha pagato con dodici squarofluf. Due notti di colica e incubi...

— Sono un cavaliere stolidamente onesto e leale — disse Macaloot — su,dammi il tuo responso...

— Spengo la candela. Devo fare buio — disse lo sciamano...
— Sì, ma tieni le mani a posto. So che sei sessualmente ondivago.
— Calunnie. Senti questo rumore? Vedi questa luce azzurrata? Ecco, mi sto collegando. Ora il grande Gooooo mi dirà cosa fare. Digito la magica formula: www.grandimprese.org. A me a me, forze delle Fibre Celesti. Ecco il responso.

Dunque ci sono attualmente dodici Grandi imprese ancora da compiere nel Territorio Occidentale e sette in quello Orientale.

— Le più vicine?

— Sono tre. Le vuoi compiere tu tutte e tre?

— Sì, una sola non basta. Tre e, tutti parleranno di me. Disse il cavaliere accendendosi una sigaretta avidamente.

— Allora devi combattere con le guerriere nere del bosco di Ambrifi. Esse ti daranno l’anello fatato per entrare nel castello di Cristallo di Dommarcello, lo sciamano dei cavalli. Dovrai affrontarlo e farti dare la parola magica per aprire la grotta delle Nuvole e lì uccidere il drago Ballerinus Sarkany, e attento al cane assassino del perfido e untuoso Tak Cettuk... Naturalmente, in alternativa, potresti trovare il graal.

— Non ci penso nemmeno. Benedicimi, grande Santavomma.

— Vai con Doog. E ricordati. Un guerriero della luce non teme il tramonto.

— Cosa vuol dire questa stronzata?

— Non lo so, ma devo chiudere la scena con una frase significativa della mia saggezza...

— Puoi fare di meglio.

— Aspetta... dunque, attento a non cadere nella deriva populista.

— Va bene ho capito, saggio Santavomma. Vado e ti mando una cartolina.

Fatto ciò salì sul suo cavallo, si accese una sigaretta e sapete cosa fece?

Se volete sapere cosa fece Macaroot, e come pros e la storia, n perde itro vate lo web t o. A pre …. ! ?…..ac bot


Ser Clandestino

Principe dei Pandozy

Duca della Villa

Signore della Sevici

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Macaroot sfiderà le guerriere nere del bosco di Ambrifi. Esse gli daranno l’anello fatato per entrare nel castello di Cristallo di Dommarcello, ma Dommarcello non riuscirà a pronunciare correttamente la parola magica. Macaroot, così, non entrerà nella grotta delle Nuvole.
Riuscirà però a trovare una via alternativa:
Contatterà il dott. Macarobra Cadabra che s'improvviserà alchimista...

Anonimo ha detto...

si spera che nelle prossime puntate ci sia un ser prucchio dell'ardin.
ma quando esce la prossima??

salvatore

Clandestino ha detto...

...non si sa cosa farà Macaroot, non si sa cosa farà Santavomma, non si sa cosa farà Oo, non si sa chi sono le formiche nere, non si sa un cazzo e tu chiedi quando uscirà la prossima!!!!... dumanda a Loreta!

Carmelo ha detto...

Lureta direbbe:
"Duman jesci, duman..."