venerdì 7 dicembre 2007

Morti sul lavoro, stillicidio quotidiano



Dall'inizio dell'anno ad ora,
per lavoro, ci sono:
981 morti
980994 infortuni
24524 invalidi


"Se chiudo gli occhi vedo quegli operai in mezzo al fuoco, tre in piedi e due a terra. Erano quasi completamente carbonizzati, irriconoscibili. Nelle orecchie ho ancora le loro urla".
Questo è quello che ripete Giovanni Pignalosa, operaio della Thyssenkrupp, corso in aiuto dei suoi amici quando ieri, un tubo che trasportava l'olio usato per temprare i laminati dell'acciaieria è fuoriuscito prendendo fuoco.
Due operai sono morti, altri cinque sono gravi.

Cinque dirigenti della Thyssenkrupp erano stati già condannati in primo grado per un altro incidente molto grave nel 2002. Quella volta parte della fabbrica aveva bruciato per giorni.

Uno stillicidio assurdo e feroce, molto spesso maturato per incuria e per guadagno. Pochi
spiccioli guadagnati dall'imprenditore e una vita si spegne, lasciando moglie e bambini a piangere l'ennesima morte bianca.

Sicurezza, che manca, anche davanti a me, ora, che da casa inquadro con il binocolo il cantiere per il rifacimento del tetto della chiesa, nel centro della Rava. Nell'inquadratura vedo un operaio, avrà trent'anni, la testa senza casco, la vita senza imbragatura, le mani senza guanti. Proprio dietro di lui, nell'inquadratura ci sono gli infissi di alluminio del comune che fanno a cazzotti con i canali antichi che ricoprono la chiesa. Sono lì a pochi passi, vecchio e nuovo, istituzione e reato.

L'italia: nessuno calpesta i piedi a nessuno, perchè, si sà, un amico fa sempre comodo, a meno che... non "succeda qualcosa".
Spesso, troppo spesso, nel nostro paese si fanno le cose al contrario: si aspetta che qualcosa accada, per poi prevenirla.

link utili:
la notizia dell'incendio su rainews24
osservatorio sul lavoro

11 commenti:

Shhhhhhhh!! ha detto...

un paese dove in media muoiono 3 operai al giorno per negligenza, TAGLI FINANZIARI SULLA SICUREZZA, non curanza, cazzi e mazzi..

...NON E' UN PAESE CIVILE.

Mio padre è un operaio...ho paura.

sant'ippolito ha detto...

Non sarebbe il caso, esimio e ragionevole gestore del blog, di ritornare alla "vecchia maniera", visto che in questo blog non posta più nessuno?

Siate responsabili, e cercate di fare un passo indietro.

A tutti capita di sbagliare, i vostri meriti sono tanti, per cui è inutile perseverare su di un'azione, che per quanto potesse sembrare giusta, si è rivelata insensata e deprimente.

write26 ha detto...

Il problema è cha da noi manca la mentalità, il fatalismo vince sulla ragione, in un paese dove i ragazzi vanno in motorino senza casco e i genitori manifestano allergia nell’indossare la cintura di sicurezza alla guida di un auto come si possono addossare responsabilità ad altri.
La legislatura che riguarda la sicurezza sul lavoro è troppo complessa e anche troppo severa, spesso aziende oneste ricorrono alla consulenza degli stessi ispettori del lavoro per armonizzare le regole con i processi produttivi, perché chi le ha scritte probabilmente non ha mai lavorato, esponendosi alle insinuazioni di avvoltoi che interpretano queste iniziative come tentativi di corruzione degli ispettori stessi. Perché ormai in Italia si specula su tutto.
Ricordo che in un’azienda che si occupa di sistemi missilistici il sindacato venne criticato, dai lavoratori, perché si rifiutò di trattare un’indennità relativa alle trasferte nelle zone di guerra.
I tecnici partirono lo stesso, senza nessuna garanzia sindacale, contro il parere delle ambasciate e dei consolati, a fronte di incoraggianti accordi economici individuali.
Anche i numeri vanno interpretati, è un paradosso ma in Italia ci dobbiamo abituare anche a questo, i dati che provengono dall’INAIL riguardo i morti sul lavoro non sono veritieri, comprendono anche chi perde la vita nel recarsi al lavoro, perché 45 minuti prima dell’ingresso e 45 minuti dopo l’uscita sono considerati, per legge, come normale tempo di lavoro quindi, comuni incidenti stradali, vanno ad incrementare il numero di morti sul lavoro.
Per quanto concerne il lavoro nero il problema non si pone, perché se ti fai male resti a casa quindi è meglio che non lo dici a nessuno.
Mi duole dirlo ma la colpa è anche delle vittime, perché loro sicuramente sapevano, convivevano con la morte ed hanno taciuto, molti con la speranza che non toccasse a loro, alcuni per non perdere il lavoro, altri per incoscienza o menefreghismo, altri ancora per rincorrere una misera carriera, conosco bene le anime delle fabbriche, le coscienze dei cantieri, questi eventi si percepiscono a priori, si sa che da un momento all’altro l’incidente può accadere, l’aria che si respira preannuncia la disgrazia, spesso ci si scherza sopra, si scherza con la morte.
In questi casi il sindacato è tagliato fuori, non può impedire ai lavoratori di esagerare con lo straordinario e con le nuove leggi neppure alle aziende, non può costringerli ad adottare le necessarie misure di sicurezza, può garantirli da eventuali provvedimenti disciplinari, ma questo non basta tra l’altro nessuna azienda obbliga le proprie maestranze ad effettuare lavori pericolosi.
I lavori nocivi, quelli ad alto rischio, vengono subappaltati poi ancora subappaltati fino ad arrivare al lavoro nero. E li non ci si limita agli incidenti mortali, si entra in ambienti angusti dannosi per la salute, si muore di malattia e non si ha neppure la soddisfazione di fare notizia.
Che pena, Caro Buitre, ha ragione il Censis riguardo il nostro paese: "Poltiglia di massa, mucillaggine, insieme inconcludente di pulsioni ed emozioni individuali che non dà spazio al collettivo, è ripiegata su se stessa e non guarda al futuro". Un saluto write26

lenolatv ha detto...

Scusate l'intrusione:
Da oggi, 10 Dicembre 2007, LenolaTv si arricchisce di un nuovo canale livetv che si aggiunge all'altro, on line su kyte.tv. Si differenziano dal fatto che quello su www.mogulus.com è live mentre invece il secondo è "video on demand". Chiunque volesse inviare un proprio video può farlo contattandomi all'indirizzo qualitel@lenola.it. Grazie e buona visione.

Buitre ha detto...

l'italia anche in questo mette in mostra la sua faccia poco pulita. dici bene write nel tuo intervento. io aggiungo che le leggi sulla sicurezza ci sono, ma come molte sono fatte per arricchire chi produce gli indumenti ed altre attrezzature. dei lavoratori e dei datori di lavoro non gliene importa nulla. poi ci sono ispettori che con alta probabilità si vendono per chiudere gli occhi ed ecco che capitano i fattacci.
certo l'imponderabile non può essere previsto, ma ci sono dei posti anche a lenola, visibili a tutti.............
dove basta mettere il cartello PONTEGGIO IN ALLESTIMENTO nel cantiere in piena attività lavorativa per proseguire il lavoro senza verifiche. è sacrosanto quando affermi che la colpa è anche del disgraziato di turno, che per vari timori non denuncia la scarsità dei sistemi di sicurezza adottati dalla propria ditta. pensa write che mi è capitato di lavorare in un posto e quello della 626 ha dato il nulla osta ad un locale dove è bastato mettere il cartello .....USCITA DI SICUREZZA..... ad una porta murata!!!!!!!!!!!!Ecco dove l'italia marcisce. quelli che devono controllare si lasciano corrompere per poco o niente.
Poi ci dicono che siamo al 37.mo posto per...un pò di tutto. Che vergogna. avevo postato qualche giorno fa quello che il Censis ha detto quest'anno. L'hai letto?
Un abbraccio

write26 ha detto...

Sant'ippolito su questo Blog non hai ancora pubblicato apprezzamenti sul mio conto, sbrigati, depeche toi, appurate, fast you, corri che adesso, per gentile concessione di Carmelo, puoi farlo liberamente.
Ciao e un bacio write26

sa...sa...prova...sa... ha detto...

SA...SA...PROVA...SA...SA...

Clandestino ha detto...

Azz...funziona!
La rivoluzione popolare funziona!
Chissà cosa direbbe Gaber....
Ora vediamo se domani ci sveglieremo chissà per come, dove.

APPLAUSO

Carmelo ha detto...

No, aspè, è forte sta cosa:
mentre si spuntava la casella "moderazione" da si a no, è arrivato il commento di Buitre.
Me ne sono accorto soltanto verso le 21:00, quando ho riaperto l'occunt di google.
Quindi Buitre è ufficialmente l'ultimo ad essere stato moderato.

No, così, per informazione.

write26 ha detto...

Per Carmelo: è a tutti noto che sai giocare con le parole, ma Buitre è veramente un moderato. Invece, promettici che quando leggerai i commenti dei soliti noti, senza fare nomi (Sant’ippolito, ,Paolini, Dr. Ossium, Conte Mascetti e il suo idraulico) non spunterai di nuovo la casella per l’attivazione del moderatore.
In fondo sono solo quattro scalmanati su 4131 anime, insieme non fanno neppure lo 0,1 % si è vero, quando non capiscono cosa leggono si agitano fanno rumore ma tu fai come noi, porta pazienza dai, fai uno sforzo, ne facciano tanti noi con te.
Un affettuoso e sincero abbraccio write26
P.S. Per Buitre, certo che ho letto la recensione del Censis che hai postato, non ho provato nessun piacere a leggerla ma questa sensazione l’hai provata credo anche tu. Ciao

Anonimo ha detto...

Salve ragazzi...
sono incavolato, per non dire altro...mi incavolo quando sui nostri cantieri arrivano i controlli ispettivi degli enti e non perchè questi vogliono che siano rispettate le norme di sicurezza ma perchè provano gusto a fare multe!...
E' giustissimo, l'incolumità degli operai è la prima cosa...è sbagliato però il metodo!!! Ispettore, vieni quando stò allestendo il cantiere ed aiutami a prepararlo! Questo vuol dire fare prevenzione! Non avete nemmeno idea delle cartacce inutili che si devono preparare per un cantiere edile...
Un esempio: Cronoprogramma delle fasi lavorative; stò costruendo una casa, devo indicare quanto tempo impiegheranno gli operai a fare le fondazioni...a cosa serve??? Se indico che ci vorranno 15 giorni e invece ce ne vogliono 20 cosa cambia??? Ah sì, al 15° giorno gli operai si fermeranno dove sono arrivati e passeranno alla fase successiva....

Non diamo la colpa solo agli imprenditori...loro non si arricchiscono sulla pelle altrui!!!

Scusate lo sfogo

Alessio Guglietta