domenica 17 giugno 2007

Pillole di saggezza

Tristè chella casa n’do ju vàju taci i la cajina canta.

Asènu i mulu compra alla terra tua!

La mosca s’appolla aju cavaju spallatu (in fin di vita).

Chi d’cajina nasci n’terra ruspa.

L’macere addventunu maciruni i ji maciruni addventunu macerè.

L’acqua quita (stagnante) fa venì i vermi rusci.

Ju signore chiure nà porta i rapre nu purtonè.

Ju cescu schifa i ju cucciusu (sporco) sdèlluccia (insulta).

Attacca j’asènu alla vigna i chello che fa la mamma fa la figlia.

N’coppa allu cottu l’acqua vujuta e/o vujita.

Alla via bona se spallenu j’asèni.

Quando Chiavinu mett la cappa, tuji la vacca i portèla alla stalla. (E’ provato che quando si forma la classica nuvoletta attorno alla cima di Chiavino con molta probabilità…v’é chiovè)



La voce del popolo:
C’è da meravigliarsi a sentire esprimere persone di Lenola d’età un po’ avanzata: non si vergognano di parlare un Italiano scorretto e sono fieri del loro dialetto.
Ci sono veterani, e sono davvero divertenti, che non riescono a dire tre parole senza incastrarci un proverbio.
Abbiamo qui trascritto alcune massime popolari, quei dettati che chiudono una sentenza, un precetto, un avvertimento qualunque. Il dialetto della nostra cittadina è pieno di modi di dire, questo dei proverbi è cibo da far pro a tutti gli stomachi; è la vera facile sapienza. Nascono così, quasi per caso, quando qualcuno lo palesò come l'aveva nel cuore; si fanno strada negli anni qualora sono schietti di forma e di sostanza. Scrivere e parlare il dialetto non è cosa molto semplice, nessuno ha mai dettato regole su accenti, sillabe o suffissi, succede così che ognuno lo fa come gli viene e alla lunga le parole variano nel più o nel meno da persona a persona.


Sopra:

Tela di Guido Capodacqua

colorata in digitale da Ilario Marrocco

24 commenti:

StarmanBlogger ha detto...

già! i proverbi sono un vero e proprio patrimonio storico, specie per un paese come Lenola. Ricordo che, in quell'incantato, spensierato e terribile lustro alle elementari, guidati dalla maestra Clotilde (chiamare il pedagoga per nome ora mi fa uno strano effetto ^^), portammo a conclusione proprio una ricerca sui proverbi Lenolesi.

Ne venne fuori una pubblicazione interessante, molti dovrebbero ancora possederla...non il sottoscritto comunque, che troppo trattiene, poco cataloga e moltissimo smarrisce eheh

Bella la tela! bel lavoro di entrambi. La colorazione digitale ha avuto una resa davvero interessante. complimenti ilario!

p.s: c'è da qualche parte, negli oscuri angoli della rete una versione a più alta definizione?
danke!

spokoini noci!

Saluti e baci ha detto...

Non sò se è un proverbio lenolese, ma mi piace un "casino", tanto che l'ho adottato anch'io:

CHIST SO' I PASTURI
E
CO CHIST
AMMA FA GLIU PRESEPE

Anonimo ha detto...

"i jorni passano la mort s'avvicina"

è sempre stato il mio preferito. Lo lessi proprio in quella pubblicazione citata da Starmanblogger.

Dante

Zio Benny ha detto...

Sono stato anche io alunno della Maestra Clotilde. Ricordo che anche a noi fu dato questo compito: raccogliere tutti i proverbi che conoscevamo. Il giorno dopo tornammo a scuola con il compito fatto. Tutti esponemmo i soliti proverbi da tutti conosciuti e nemmeno "paesani", tranne uno: Giordano. Aiutato nel compito dal grande Nonno Ciccio elenco' tutta una serie di proverbi lenolesi. Adesso non li rocordo tutti ma uno su tutti mi colpi' e recitava: CHI N MAGNA N CACA!!

frankie ha detto...

guardate cosa ha fatto un mio amico del mio gruppo....buon divertimento!linkate come ho fatto io su amici della natura!!!

http://sosialenolesi.splinder.com/

Ilario ha detto...

Pensavo tra me oggi: certo che se prendessimo per validi alcuni di questi detti...altro che modernità, libertà sessuale, libero mercato ecc...sarebbe come imprigionarci nel passato. Il detto: Asènù i mulu compra alla terra tua, per esempio, è o non è fortemente anacronistico?
Forse la vera bellezza di alcuni di questi precetti stà nel superarli, sono una testimonianza del pensiero dei nostri nonni...[vabbè solo un pensiero!]

x Starmanblogger
(che poi in un commento scrivesti il tuo nome, ma continuo ad ignorare la tua faccia)
Per quanto riguarda la tela di
Guido da me colorata non è disponibile in rete, comunque se vuoi posso spedirtela per e-mail. Scrivi alla posta dell'hermano: hermanoquerido04@hotmail.com
te la spedirò volentieri in risoluzione maggiore.

frankie ha detto...

aggiornamenti importanti sul sito degli amici della natura...per chi interessa venite a vederli ma soprattutto vi aspettiamo per il 30!!

StarmanBlogger ha detto...

Ilario, mail sent.

^^

Silenzioso. ha detto...

eppure più dei proverbi, a me fanno impazzire delle espressioni, o modi di dire di Lenola usate sicuramente molto più dalle persone anziane che da noi giovani. Alcune sono pazzesche, a volte mi ci fermo pee ore a pensare al loro significato. ad es.

T faccio verè i zingheri mete!

t faccio verè com sbrelluccichea ju surricchio a mezujorno!

(quando si fa tardi)... mo j amu a spiglià j acciuprevete!

ma quante ce ne sono?!? vado da nonna, dopo un quarto d ora vi riempo tre pagine, praticamnete (ve faccio verè i zingheri mete)

saluti e baci!

frontolino ha detto...

T facciu verè i zingheri mete!...
E' incredibilmete suggestivo.
I Zingheri uno li immaggina a fare tutto...ma a mete!
Mete significa stanziarsi, e aspettare il raccolto, ma i zingheri anna i zingarienn.

Anonimo ha detto...

Anche io sono stata un'alunna della maestra Clotilde.Anche con noi portò avanti un progetto di raccolta di proverbi di Lenola e soprannomi e realizzammo anche una recita teatrale tutta in dialetto.
Credo che siamo stati fortunati ad averla come insegnante, ma soprattutto è stata una maestra di vita..bisognerebbe premiarla per quanto è riuscita a farci apprezzare,fin da bambini,la bellezza del Nostro Paese!!

Anonimo ha detto...

QUANNU LA VOLP N'ARRIVA ALL'UVA, RICI CA E' CERVA!!

MarcoRaf ha detto...

Ho lasciato per errore un commento sul Post successivo..fatemi sapere sono a disposizione per una eventuale collaborazione

MarcoRaf ha detto...

Ho lasciato per errore un commento sul Post successivo..fatemi sapere sono a disposizione per una eventuale collaborazione

MarcoRaf ha detto...

Ho lasciato per errore un commento sul Post successivo..fatemi sapere sono a disposizione per una eventuale collaborazione

silenzioso ha detto...

ho anche sentito,
QUANNO LA VOLEPE N ARRIVA ALL UVA RICI CA E' LESBICA!
sarà la versione moderna freesex.

meticcio...fondano/lenolese ha detto...

A Fondi c'è un detto, che è si mpatico ma è un pò "spinto".
Ogni volta che lo sento ripetere dagli anziani (mia nonna in primis) rido a crepa-pelle:
COMPA', JU CUAZZ QUANN A'SCIT DALLA FESS, A FNUT LA FEST!!!!!

ANTIPAPA ha detto...

Meticcio, c'è veramente da CREPARSI DAL RIDERE!????!
...Ma si è sempre detto:

"A FONDI LA MODA, A LENOLA LA CULTURA..!"

Clandestino ha detto...

... sempre a Fondi ho sentito questa:
"s l corn fossn frasc, Funn foss nu bosc"!

cipresso ha detto...

cipresso dice:
"chi vo fa fessu ju vicinu se croca prestu la sera i se risbigja prestu la matina"

"chi mastru se vò mparà prima i buchi ara appilà"

"è chiu dura la vita a campà, che lu ferru a mascicà"

"la macchia 'nte le recchie ma ci sta chi ci le mette"

Anonimo ha detto...

Il dialetto oltre ad essere testimonianza dielle radici di un popolo è anche cultura personale per ognuno di noi...il dialetto non va mai dimenticato...io ve ne aggiungo un altro paio:

-"chi pechera s fa ju lupu s la magna"
-"Ando' arrivi mitti ju pzzucu"
-"La gajina fa j'ovu e aju vaju ci ncenne ju culu"
-"Chi caca alla neve ju sol la scopr"
-"Quannu j'asno n'vò beve ai tempu a fischia'"
-"ju cannarile strittu strittu s'aiotta la casa cu tuttu ju tettu"
-"quannu la femmena n'cricca ju pettu va truenn j'apprettu"

S.

Anonimo ha detto...

Il dialetto oltre ad essere testimonianza dielle radici di un popolo è anche cultura personale per ognuno di noi...il dialetto non va mai dimenticato...io ve ne aggiungo un altro paio:

-"chi pechera s fa ju lupu s la magna"
-"Ando' arrivi mitti ju pzzucu"
-"La gajina fa j'ovu e aju vaju ci ncenne ju culu"
-"Chi caca alla neve ju sol la scopr"
-"Quannu j'asno n'vò beve ai tempu a fischia'"
-"ju cannarile strittu strittu s'aiotta la casa cu tuttu ju tettu"
-"quannu la femmena n'cricca ju pettu va truenn j'apprettu"

S.

LEN'LARO D VIA LAGO ha detto...

- Visti nu cippon' c'addventa nu
signor

- La nott' d Natal....s'arrmut'no
i crapari

Tra i modi di dire....il più bello resta sempre quello:

- I vengu daju mortu...i tu rici
ca è vivo!!

METICCIO ha detto...

sempre a Fondi, riferendosi a chi "di punto in bianco" iniziava a tenere un tono ed un comportamento "altezzoso" (come ad esempio chi, quale passero di paese, andava ad abitare a Roma!) lo si apostrofa in questo modo:
COMPA', HAI STAT FIN A JER A CACA' DEN'T ALL FUSSELL.....