martedì 10 luglio 2007

NEL SUO NOME - capitolo 4

Faranno 40° all'ombra ma questa donna non vuole mostrare le braccia...
eppure capisci che ha caldo...

Il segreto di una donna
vittima di una delle più atroci violenze di guerra.
Mi presero tra le prime.
Un gruppetto di dieci.
Molte ragazze e una vecchia soltanto.
Avevo paura.
Le ragazze strillavano e piangevano.
Ci portarono fuori.
Presero la vecchia e la buttarono per terra
in mezzo al parcheggio.
Poi l'uomo senza capelli si avvicina,
prende la pistola e comincia a spararle.
Spara quattro o cinque volte. Al corpo poi alla testa.
Poi si voltò verso di noi e ci urlò di spogliarci.
Dissero che dovevamo stenderci a terra.
Arrivarono altri soldati.
Mi presero per i piedi e per le braccia
e mi facevano stare con le cosce spalancate.


Questa è la quarta puntata (di dieci) del documentario "Nel suo nome",
tratto da una storia vera, scritto e interpretato da Marco Cortesi,
con la consulenza storica di Lucia Zacchini,
in onda ogni martedì su control-alt-canc
in collaborazione con ARCOIRIS-TV


terza puntata: durata 18,04 min

per vedere il filmato in WMP clicca qui:

oppure in REALPLAYER qui:

se invece vuoi ascoltarlo in MP3 clicca qui:

4 commenti:

Pierrot ha detto...

FIGLIDIPUTTANAFIGLIDIPUTTANAFIGLIDIPUTTANAFIGLIDIPUTTANAFIGLIDIPUTTANAFIGLIDIPUTTANAFIGLIDIPUTTANAFIGLIDIPUTTANAFIGLIDIPUTTANAFIGLIDIPUTTANAFIGLIDIPUTTANAFIGLIDIPUTTANAFIGLIDIPUTTANAFIGLIDIPUTTANA

Tutti i soldati sono figli di puttana! Ho visto un video di questi Americani del cazzo mentre dall'alto, su di uno dei loro aerei del cazzo, si divertivano a far scoppiare centinaia di persone come pedine in Irak.

Sapete cosa dicono quando la bomba centra il bersaglio?
WOWWWWWW!!! e si sollazzano tra scherno e risate
DELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZODELCAZZO

Io non sopporto il solo pensiero STOMALE, alimentano in me una cattiveria brutale, e divento cattivo cattivo cattivo
E le donne che fanno? Vanno a fare la guerra anche loro...noooo io non appartengo a questo mondo.

Anonimo ha detto...

...mi ritornano odiosi in mente i racconti di mia madre e delle zie sugli stupri subiti dalle donne di Lenola durante l'ascesa degli alleati.
Donne che, oltre al fattaccio marocchino, hanno dovuto subire anche una sorta di isolamento all'interno della comunità.
Immagino quante giovani ragazze violentate non hanno più trovato nei giovani aitanti, le attenzioni proprie dell'amore.
Una ferita che ancora oggi portano aperta in grembo.

Ogni paese della zona, dalla linea Gustav e sino alle porte di Roma, dovrebbe avere un monumento alla memoria di tutte le donne e dei giovani ragazzi violentati in guerra.

Anonimo ha detto...

Che dire,le immagini si commentano da sole,per le parole,c'è poco da interpretare..una sola parola forse è a molti sconosciuto il vero significato..donna...peccato che molti di noi oggi ancora non hanno preso coscienza di ciò che hanno dovuto subire le nostre nonne e bisnonne in passato..sembra come essere svanito tutto nel nulla..ma "fortunatamente" ogni tanto c'è nonna a ricordarmelo!!..e qualche documentario di rado come questo che ci fornisce la prova tangibile che le guerre sono inutili..ma come può un uomo, fare del male ad un altro uomo?o peggio, come può un uomo fare del male a donne e bambini?

Anonimo ha detto...

Non so chi tu Anna sia, ma grazie per questo intervento. Le donne dovrebbero conoscere la brutalità dell'uomo e, con il loro innato senso a coltivare la vita, prodigarsi affinché certi scempi non avvengano.
E se tu hai avuto il coraggio di scrivere due parole su questo post significa che lo fai.
Grazie ancora per questo intervento;
il silenzio è assordante!