sabato 7 aprile 2007

Sotto il sole del tramonto

I ragazzi corrono sull’asfalto, la palla rimbalza, schizza, disegna traiettorie aeree, e’ una forza magnetica che trascina dietro di sé i corpi sudati . E’ ciò che scorgo un soleggiato pomeriggio di sabato mentre mi avvio per la salita di Via Santa Croce. Sul campetto quattro pietre segnano i pali delle porte. I giovani non sono più quelli di una volta? E gli adulti?
Gli adulti sono impegnati, non hanno tempo né soldi per piazzare due porte su un campetto.
Le monetine come nelle favole crescono sull’albero…invece a Lenola piovono, e piovono copiose, bagnano il terreno adiacente, innaffiano il campo di Valle Bernardo, e insieme al vento infuriano sulla tensostruttura. Possibile che questa abbondante pioggia d’oro abbia dimenticato un campo così fertile?
Intanto la palla sorvola un masso. L’attaccante esulta con la sua squadra. Ma la palla non sta in rete. Qualcuno mette in dubbio il goal, si discute:
- E’ goal…
- E’ fuori…
- E’ palo…
La rete è annullata, palla al portiere.
E gli adulti? Non litigano, non discutono.
Costruiscono.

7 commenti:

Silenzioso. ha detto...

inchino e baciamano...

ricordi troppo belli,
di ginocchia sbucciate su un asfalto rovinato,
sudate,
amicizie che chissà se verranno ancora..
aprire di nascosto la cabina dell'enel per far luce,
e per un' altra volta non siamo stati scoperti,
e per un'altra volta non ci siamo rimasti secchi!

buona pasqua a tutti.

Carmelo ha detto...

Mi ricordo il sole che picchiava sull'asfalto rovente, il sabato pomeriggio.
Le magliette appiccicate addosso, la gola arsa, l'acqua della fontanta di zio Ninnitto che scendeva a lenire la sete.
Ho il ricordo di quella foga, delle corse pazze, del "chi ci la manna ci va", del "goal o rigore", del "chi buca paga".
Mi ricordo un supersantos che rotolava, come i sogni dei bambini. Noi che li rincorrevamo, il pallone e i sogni.
Da bambini non ci vuole molto a coronare un sogno, due pezzi di ferro saldati assieme, una rete da pescatori a coprirli, un "tango" e il sole negli occhi.

a proposito di via lago ha detto...

SCUSATE L'INTRUSIONE MA VORREI PORTARE ALLA GIUSTA ATTENZIONE IL SEGUENTE POST, CHE TRA L'ALTRO CHIARISCE ALCUNI ASPETTI A DIR POCO INQUIETANTI, SOLLEVATI GIà NELLE SCORSE SETTIMANE DALL'HERMANO.

(DA "INFILTRATO")

Via Lago. Da come si sono messe le cose penso che vorranno giocarsi la carta della sua inaugurazione, (sulle spalle della salute e dello stress degli abitanti), in occasione o in prossimità delle prossime amministrative. I lavori sono fermi sapete "anche" perchè? La ditta appaltatrice "MOLINARO S." di Lenola volendo "fare la cresta", sui materiali ha acquistato i "sanpietrini" per la pavimentazione di qualità e tipo diversi da quelli elencati nel capitolato. Essendo questa una truffa notevole,(superiore a quelle già pepretate sugli altri materiali usati nello stesso lavoro, vedasi copertina in marmo, stuccatura muri ecc.), i tecnici progettisti non hanno voluto accettare il cambio e hanno richiesto alla ditta, di utilzzare i materiali come indicato in appalto. RISULTATO: 1- Lavori fermi; 2- I sanpietrini arriveranno forse x fine maggio; 3- Polvere di cemento in gran quantità inalata da tutti gli abitanti ad ogni soffiar di vento o passaggio di auto; 4- derisione,(e nostra vergogna), da parte dei forestieri, (pochi per verità) che si trovano a passare per Lenola; 5- Disagio notevole per il transito. SUL CAPITOLATO E'INDICATA IN CALCE LA PENALE A CARICO DELLA DITTA PER SUE INADEMPIENZE...L'UFFICIO TECNICO COMUNALE LE APPLICHERA'?. PEPPINO TATARELLI, IL CUI NOME RISALTA COSI' IN BELLA VISTA NEL CARTELLONE AD INIZIO STRADA VIGILERA' o INCIUCERA'? IL SINDACO CONTINUERA' A COMPRARE MASCHERINE ANTI POLVERE PER USCIRE DI CASA. VIGILIAMO...e scusate lo sfogo!

Anonimo ha detto...

Ma nel blog di Lenola 2008 non discutete più? Cosa è successo..? Vi hanno imbavagliato..? Il veto di Peppino è piovuto anche su di voi..? O in maniera più spicciola, avete paura che qualcuno vi rubi la "mela..?"

Anonimo ha detto...

e il super santos in mezzo alle spine riparato con un coltello arroventato, il pallone "basciu alla via nova", si giocava alla tedesca, dui petruccoli pe palo, rigore sì ma tirato da derete, il cielo come traversa e la notte a fischiare la fine.

D.

Clandestino ha detto...

Che bella la pallastrada (vi invito a leggere "La compagnia dei celestini" di Stefano Benni).
Ricordo i campionati passati scalciando 'ngoppa la madonna, dalle monache, alla fossa, al lago e persino al campetto 'ngoppa la terra.
Ricordo la mia squadra "I draghi" e le maglie bianche con la fascia orizzontale rossa (mia madre usò la fettuccia tipo fioccho delle elementari) che, non essendo elastica, imponeva posizioni yoga per toglierla.
Chi eravamo?
Ricordo Alfiero (era forte a pallone), Milio, Morello della squadra della porta, Pasquale Natissi (giocava con noi in porta), Claudio, Boris, Federico... e la mia prima medaglia come capocannoniere.
Purtroppo nel tempo le cose si perdono e oramai si gioca se ci sono le divise, le scarpette da 150 euro e solo se il campo è segnato, se c'è l'arbitro e soprattutto la rete alle porte.

Peccato... preferivo quando ogni tre corner era rigore.

Salvatore ha detto...

Quante partite sotto il campetto quando si era piccoli e ancora il tutto era un campo disconesso pieno d'erba e le porte erano state tirate su con tre pali di legno.
Si era una verevina e si giocava dal primo pomeriggio fino a quando il sole non si era spento dietro chiavino e la notte si avvicinava.
Si giocava sia d'inverno che in estate facendo tornei l'infinito, alla tedesca, uno contro uno senza passare il centrocampo oppure si facevano sfide di rigori o anche serie di tiri da punti diversi del campo.
In tarda primavera si arrivava tutti in bici e da li si partiva per andare a mangiare le ciras di nascosto fin giù a vallebernardo.
In estate invece si partiva sempre in bici e ci si sfidava a gare andata e ritorno di velocità con destinazione sempre vallebernardo.
Non si avevano pensieri ma sopprattutto si era dei pazzi a ripensarci.
Ricordo di sbucciature,incazzature, sorrisi, palloni bucati e il raccimolare un pò di spicci per andare a comprare l'ennesimo super santos.
Quanti ricordi in quel campetto.