venerdì 21 settembre 2007

Scienza "m"etica - a cura di Davide Vaccarin

Ritratto di Milarepa, il poeta mistico con l'orecchio teso
ad ascoltare le sofferenze del mondo



Vorrei riflettere con voi su un argomento molto controverso: l'accanimento terapeutico.

Qual'è il confine tra le cure che è lecito e doveroso fornire ad una creatura che soffre e quando invece bisogna "arrendersi" alla morte... o alla malattia...?

Parto da questa considerazione... l'articolo 39 del codice di deontologia medica riporta:

In caso di malattie a prognosi sicuramente infausta o pervenute alla fase terminale, il medico deve
improntare la sua opera ad atti e comportamenti idonei a risparmiare inutili sofferenze psichicofisiche e fornendo al malato i trattamenti appropriati a tutela, per quanto possibile, della qualità di vita e della dignità della persona. In caso di compromissione dello stato di coscienza, il medico deve proseguire nella terapia di sostegno vitale finché ritenuta ragionevolmente utile evitando ogni forma di accanimento terapeutico.

Ma cosa significa "Ragionevolmente"... Ciò che per me è ragionevole può non esserlo per un altro... e la cosa è molto grave specialmente se l'altro è un giudice.

Personalmente ho provato a darmi una definizione di "Ragionevolmente utile"... l'unica conclusione a cui sono arrivato è che non esiste una definizione... non esiste per un motivo molto semplice, le variabili da tenere in considerazione sono troppe... e molte lasciate alla discrezionalità dell'operatore sanitario. Un esempio? Lo stato fisico di una persona non è valutabile secondo un parametro preciso... se poi, scusate se bestemmio, consideriamo che siamo anche coscienze... o anime secondo qualcun'altro... come si misurano questi parametri?

Penso che la cosa più sensata sia quella che ciascuno ponga dei limiti a quello che sarebbe disposto a sopportare pur di vivere e analogamente a dei limiti sulla modalità in cui vivere...

Mi spiego meglio, non esistendo una definizione universalmente condivisa di "accanimento" terapeutico o anche semplicemente diagnostico... si lascia che altre persone scelgano per noi cosa è giusto che sia della nostra vita... e qui, almeno a me personalmente la storia non piace più... Ogni nostro singolo respiro è frutto di una scelta, nostra... Non possiamo "delegare ad altri" quasi nessuna delle cose importanti della nostra vita... (un'altra persona non sceglie se e quanti figli possiamo avere... se, come, chi e quanto possiamo amare.. - in questo senso la chiesa ci sta tentando... ma è la loro storia...) perché una scelta così importante dovrebbe essere delegata ad un medico X di un reparto Y per cui magari io sono solo il paziente N°4...

Da qui discende secondo me un principio cardine, che la volontà della persona va sempre rispettata, proprio perché continua ad essere persona finche il suo cuore batte. Per questo motivo ritengo che il parlamento europeo ed italiano, invece di legiferare sulla "conformità delle misure o della curvatura delle banane o dei cetrioli" o ancora sul finanziamento pubblico ai partiti... a tempo perso potrebbe interessarsi e fare una leggina per stabilire che le nostre volontà sono sempre la prima regola da seguire per quanto ci riguarda...

In modo che se, per dire, una persona chiede che gli venga staccato il respiratore... o ancora che dopo N anni o mesi di stato vegetativo gli venga interrotta l'alimentazione o l'idratazione... abbia la più ampia libertà di farlo.

Ho sentito molti colleghi dire a parenti di pazienti magari novantenni, magari divorati dal cancro.. o da altre malattie dire "Non possiamo non alimentarlo... non vorrà mica lasciarlo morire di fame?" E da li partire una serie di CVC, PEG... ecc.. ecc.. Perchè il parente si sente in qualche modo "responsabile" della morte del congiunto e alla fine ad una domanda posta in quel modo... per un non addetto ai lavori non è poi così semplice rispondere "Non fate niente". Da una parte comprendo i colleghi che devono pararsi da azioni legali, perchè ormai, alcune delle cose che si fanno si fanno solo per questo motivo (ed è veramente triste).

Per quanto riguarda il distacco del respiratore ad alcuni malati che ne fanno richiesta... la legge non è per niente chiara a riguardo e pur ritenendo -personalmente- questo un atto medico dovuto quando esplicitamente richiesto dal paziente, il medico che lo fa rischia la sua professione e la sua libertà.

In democrazie più civili della nostra, dove la chiesa non decide, anche per i non cattolici, quello che si deve o non si deve fare, esistono leggi che consentono queste scelte.

Perché la morte non è la sconfitta della medicina, ma il termine naturale della vita e, la mia opinione, per quello che vale, è che ciascuno ha diritto di scegliere, per quanto lo riguarda, indipendentemente da come la pensano gli altri.

Che la salute vi perseguiti

Dott. Davide Vaccarin

15 commenti:

Pierrot ha detto...

Quanti uomini avrebbero voluto continuare a vivere e sono stati uccisi.
Ora vogliono morire e li costringiamo alla vita.
Quante contraddizioni!
Personalmente penso che ciò dipenda da un perverso attaccamento alla corporeità, alla fisicità, alla materia.
Finché non accettiamo la morte come termine naturale della vita (come dice Davide) e non come una sconfitta: che sia della medicina, di una ideologia, di un uomo, allora, continueremo a credere di essere potenti, e in nome di tale “POTENZA” di cui l’uomo si è auto cinto di corona, persevereremo a fare e a farci del male.

A Gea, madre di tutta la vita
e la più antica fra gli Dei, io canto

Tu crei, nutri e guidi
tutte le creature della terra
ciò che si muove
sul tuo fermo e luminoso suolo.
ciò che vola nei tuoi cieli,
ciò che nuota nei tuoi mari,
tutto è nato da te,

Signora,
da te vengono tutti i nostri raccolti
i nostri figli, la notte e il giorno.
Tuo è il potere di darci la vita
tuo è il potere di portarla via

A te che contieni ogni cosa.
A Gea madre di tutto
io canto

Omero

Anonimo ha detto...

"Personalmente penso che ciò dipenda da un perverso attaccamento alla corporeità, alla fisicità, alla materia."
Tu, a 25 anni, colto da una grave malattia accetteresti un perverso distaccamento dalla corporeità senza batter ciglio?
Oppure lotteresti anche per un solo respiro in più?
Tu crei, tu nutri e tu dici delle cazzate disumane!!!

Pierrot ha detto...

Pensa a quelle che dici tu anonimo cretino!

Anonimo ha detto...

Secondo me sei tu che dovresti pensare. Non per il fatto che tu scriva belle parole hai ragione. Prova ad immaginarti in una situazione del genere, che faresti?
Daresti ancora del cretino a chi ti fà notare che forse hai scritto una stronzata?
Non peccare di presunzione, alla fine anche il tuo nick è una forma di anonimato.

Pierrot ha detto...

Scusa il cretino.
Voglio graziarti di una risposta, anche se non la meriteresti, non per niente, ma solo perché sei un anonimo: un anonimo può dire la sua, può dare un suggerimento e posso capire, ma se un anonimo ingiuria beh va bè…
Se io sto male e voglio guarire CHIEDO AIUTO!
Qui si parla della volontà di malati terminali di far staccare le macchine che li mantengono in vita.
Ci sei?

Davide ha detto...

Caro Pierrot e Caro anonimo, grazie per i vostri commenti... vedete cos'è successo... proprio come dicevo sul post, per una persona una cosa è giusta e ragionevole, per un altra, secondo il suo giudizio no...

Proprio per questo mi piace scrivere per informare.. e perchè ciascuno abbia la possibilità di dire e decidere (per se stesso) cosa è giusto e cosa non lo è.


Grazie per i vostri commenti, magari cercate di non azzuffarvi ;)

e grazie ai ragazzi di CTRL per lo spazio che gentilmente mi regalano.

Buona Vita e che la salute vi perseguiti


Davide

Anonimo ha detto...

Ciao Davide,
penso che io e Pierrot abbiamo la stessa opinione sull'accanimento terapeutico e l'eutanasia. La cosa che ci divide e che io penso che il gesto di un malato terminale non dipenda dall'attacamento alla corporietà ect ect.

Pierrot ha detto...

anonimo, non è il gesto del malato terminale che ha a che fare con la corporeità etc.. etc..
bensì
quello dei dottori che si ritrovano nella condizione di non poter assecondare le esigenze del paziente a staccare, per esempio, un interruttore.

Anonimo ha detto...

Pierrot scusami ma ti stai incartando da solo. I dottori non possono farlo per legge. Allora mi chiedo: a cosa o a chi ti riferivi con quelle parole? Chi è colui che è cosi attaccato alla corporeitàect ect? Il nostro assurdo sistema giuridico che non permette l'eutanasia?

StarmanBlogger ha detto...

caro anonimo...

non mi sembra che il concetto espresso da Pierrot sia tanto contorto e astruso da risultare incomprensibile.

Ad oggi, A.D. 2007, l'accanimento terapeutico può raggiungere livelli sub-umani, tanto barbari da voler tener invita, ad ogni costo e sofferenza, i meccanismi biologici del corpo umano in una miope e fondamentalista visione della 'vita' come esistenza 'hic et nunc'.

Quello che abbiamo ora è una barbarica imposizione di un modello che non contempla la possibilità di scelta individuale su qualcosa che è nostro e che (dovrebbe essere) aldilà di ogni giurisdizione.

Concretizzando: dovrei essere libero di disporre della mia vita in relazione al mio credo e non subire passivamente il credo 'comune'.

claro?

Anonimo ha detto...

Mi rendo conto che mi trovo in un blog di un gruppo di amici che si difendono l'un l'altro. A me è chiarissima la situazione italiana riguardo l'accanimento terapeutico. Quello che non mi claro è a chi, o a cosa, si riferiva con quella frase.
E' cosi difficile ammettere un errore. Ilario è una persona intelligente, volendo usare delle belle parole forse ha sbagliato.Ti è claro ha cosa mi riferivo?
Non venire a fare l'avvocato delle cause perse, studio medicina, quindi ne saprò qualcosa.

Anonimo ha detto...

"A cosa mi riferivo"

Clandestino ha detto...

Pe Anonimo e Pierrot:

se eliminate quel
"tu dici delle cazzate disumane!!!"
e quel
"Pensa a quelle che dici tu anonimo cretino!"
forse si può discutere assieme e sviscerare questo post.

frankie ha detto...

mi scuso fin d'ora con mauro, ilario e il dottore che stanno intavolando questo piacevole dibattito; macchio questo post annunciando la nascita del blog dell'azione cattolica parrocchiale..siamo in fase di costruzione (ultimata ormai, direi) e tutto è pronto per accogliervi sul nostro spazio...ovviamente dite la vostra se gli argomenti che posteremo saranno di vostro interesse come l'ultimo messo riguarda anche i più grandicelli!
ciao ciao un saluto particolare a mauro e ilario ci vediamo presto..maurè...salvatore le foto non me le vò fa vere perchè ha saputo che preferisco i tuoi scatti alla natura!
l'indirizzo è
http://aclenola.splinder.com
il blog dell'hermano è già linkato!!
francesco

Pierrot ha detto...

Avremmo dovuto morire delle nostre malattie e non dei nostri rimedi.