giovedì 11 giugno 2009

Una finestra sul passato

“E ogni volta che mi accade di ritornare a Lenola, scendendo dall’auto, avvicinandomi alla casa natia, mi pare di avvertire un sussulto, o anche soltanto un clima: come riconoscere il volto dell’aria…” - Pietro Ingrao (dalla prefazione)

“Gli Opici, popolazione del basso Lazio, per sfuggire alla furia delle acque, si rifugiarono sui monti vicini. Molto probabilmente furono proprio essi i primi abitatori delle nostre colline, e non gli Entri, come viene affermato in alcuni testi. Essi costruirono i primi villaggi fatti di capanne (pagliai) con la base di pietra ed il tetto a cupola che voleva raffigurare la mammella, simbolo di fertilità.”

“Una vecchia usanza oggi scomparsa era farsi camminare sopra la pancia e sopra le spalle per guarire dai reumatismi o dai dolori in genere.
Fino a poco tempo fa c’era una vecchietta che usava togliere i porri rivolgendosi alla luna, e se questo a prima vista suscitava ilarità, poi ci si doveva ricredere perché i porri puntualmente sparivano. Questa vecchietta la chiamavano Mima Ciotta.”

Simpatico, piacevole questo libricino frutto dell’impegno di alcune maestre e alunni di scuola elementare di qualche anno fa! Zeppo di cenni storici interessanti, proverbi stuzzicanti, curiosità sulla vita dei nostri avi e tanto, tanto altro.
Abbiamo pensato di rendere disponibile una versione digitale per chi magari non ne ha mai sentito parlare o per chi semplicemente ha voglia di leggere qualcosa.


Download “Una finestra sul passato”

mercoledì 27 maggio 2009

Documentario

“Quanto è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire…” canta Battiato in una sua canzone. Quanto è difficile trovare l’oscurità dentro le brillanti luci delle nostre TV, aggiungo io.
Ebbene questo documentario ci riesce!

A chi sta a cuore la rispettabilità del genere umano,
invito a guardare questo documentario per discuterne insieme.
Perché?
Perché se c’è qualcuno/a che pensa in modo discordante da ciò che confessa questo filmato, vorrei comprenderne le ragioni.
E se alla fine tutti dovessero concordare? Significherebbe che non ci stiamo realmente capendo più un cazzo! Pierrot

Fonti - http://www.ilcorpodelledonne.it


domenica 17 maggio 2009

afFondi di mala...



"Sono come una bomba ad orologeria".
Così il senatore della Repubblica Fazzone, reagisce alla notizia che dopo molti mesi il ministro dell'interno Maroni ha finalmente deciso di sciogliere la giunta del comune di Fondi accusata di infiltrazione mafiosa.



Come diceva la canzone? "Sono intorno a noi oppure in molti casi siamo noi..."

Vorrei che si riflettesse insieme, a come e perchè si permetta ai clan mafiosi di insinuarsi nel nostro tessuto sociale. Come per la droga, anche qui, forse una manifestazione non basta.

Carmelo

lunedì 11 maggio 2009

arti articoletti e artrosi cerebrali


Talvolta le cose sfuggono, ma questa volta non è successo!
E così sul sito dell'ACR lenolese è stato amputato un commento, si riferiva al corteo contro la droga che si è tenuto a Lenola sabato notte scorso.
In risposta ad un articoletto apparso sulle pagine di un giornale locale tutta la commmmmunità lenolese si indigna e decide di dimostrare a tutti che quell'articolo non rende giustizia a quell'isola paraiso che è Lenola.

Questo non è giusto! E allora lo riproponiamo tale quale esso era, in tutta la sua intensità e completezza, in tutta la sua seria indignazione contro un modo di fare obsoleto, paralizzante, ipocrita e per niente rispettoso.

"E così risponde una comunità in affanno da immobilismo ad un articoletto.
Risponde, tutta movimentadosi, contro quella tesi che oggi andrà a confermare.
Sorniona condurrà il suo decrepito cadavere trascinato a pezzi tra le crepe di un canale fangoso, stantìo di quel tanfo di cui solo i ciechi corridoi sanno essere pregni.

Demonizzare, additare, escludere, distaccare, rifiutare, disdegnare, rigettare, denunciare. Ecco l'azione concepita tra barili grondanti petrolio, ecco la soluzione, ecco... l'amputazione.

Piuttosto che intraprendere un serio percorso di (auto)analisi che porti alla comprensione, ad una seria presa di posizione dimostrata da un impegno continuo e libero da quel pregiudizio di chi non ha nemmeno l'onestà di guardarsi allo specchio, si risponde con l'evento, la sfilata, come si fa per una vittoria di chi corre dietro a un pallone.

E così oggi la coscienza della comunità sarà lavata, ripulita, purificata da quell'indecoroso ritratto.

Una sfilata di autocompiacimento dell'autorità, messa in scena dinanzi a quei drappi dietro i quali continueranno ad agitarsi ombre, proiettate da chi, dinanzi, agita la fiaccola dell'indignazione.

Curioso notare come il tutto abbia luogo lo stesso giorno in cui migliaia di città in tutto il mondo scendono in strada chiedendo la fine di un proibizionismo becero e schiavo del narcotraffico. e se state pensando ad una casualità sappiate che non lo è affatto."
starmanblogger

martedì 17 febbraio 2009

Lenola '70 ?


Anche il più distratto osservatore si sarà accorto che da un po’ di anni le donne provano un particolare, schiacciante piacere nel mostrare le proprie natiche, petto, schiena, gambe, caviglie, piedi, fino a raggiungere la travolgente, condivisa, trionfante esibizione della pancia fino all’inizio del pube, WOW! Esibizione che rappresenta il clou di quella ostentazione del proprio essere femmina, della propria capacità di provocare il maschio, senza peraltro concedersi con quella semplicità che noi uomini, gonzi, siamo persuasi a credere. Realizzato ciò, e affiancato al fatto che in alcuni paesi Arabi le donne non possono nemmeno uscire di casa, e che è scoppiata una guerra ideologica; io comincio a farmi delle serie domande e a cercare delle risposte.
Vi riporto a poche decine di anni fa in Occidente quando è scoppiata la rivoluzione diventata famosa con il nome di “Liberazione Femminile”. Il Femminismo ha predicato la liberazione della donna nell’epoca e nell’ambito delle culture illuminista, marxista, libertaria, la cultura dei propri diritti, la rivendicazione di un proprio potere. Il ragionamento nel subconscio della donna, in sostanza, penso sia stato questo: gli uomini da millenni hanno avuto la meglio su di noi grazie alla loro forza muscolare e alla loro mente raziocinante. Noi, ora, possiamo avere potere su di loro puntando sul loro punto debole, le loro non controllabili pulsioni sessuali; è qui! davanti al nostro sedere e alla nostra pancia, che il maschio deve piegarsi e implorare per averli. I risultati però non sono soddisfacenti, le donne tendono a diventare arroganti e ottuse; e dall’altro versante? Quale è l’effetto che hanno ottenuto sugli uomini? Si è prodotta una categoria di maschi timidi, deboli, sessuofobi, spaventati di fronte alle donne, tutti dediti allo sport, ai motori, ai computer, alla borsa e non a quel grande scopo primario e divino che è la vita. E dunque, quale futuro?
Ogni movimento di liberazione sembra debba attraversare due fasi. Nella prima il gruppo oppresso rivendicando i propri diritti, tende a far propri i modelli e i valori degli oppressori; in una seconda fase l’oppresso dovrebbe invece riscoprire la sua identità, i suoi specifici valori e metterli al servizio del bene comune. Il Femminismo ha attraversato la prima fase, ma sarà pronto per la seconda? La “differenza” riuscirà veramente e seriamente ad esprimersi?
Io sogno per le donne e per gli uomini della terra una gerarchia affettuosa, soft, un potere materno. Non un sesso contro l’altro, una classe contro l’altra, ma un mondo dove i più forti si mettano al servizio dei più deboli, dove servire liberamente sia un onore e comandare sia un poco vergognoso. Quindi se il Femminismo non vuole restare indietro, superato, come sembra possa accadere oggi, se vuole essere ancora un movimento di avanguardia, dovrebbe uscire rapidamente dal circolo vizioso in cui si è rintanato. Penso che i valori delle donne, e il proprio specifico apporto, in questi anni di crisi avranno un peso cruciale nella ricerca di una redenzione dell'anima.
Purtroppo però qualcosa mi inquieta: da che mondo è mondo, svegliare chi finge di dormire è sempre stato più critico che svegliare chi dorme davvero, figuratevi chi abusa di media-sonniferi!

Pierrot

venerdì 30 gennaio 2009

Curiosità

La prima lampadina a incandescenza, aveva per filamento un tondino di carbone immerso in un'ampolla di vetro in cui era stato fatto il vuoto. In queste condizioni il filamento produceva una luce incandescente quando era attraversato da corrente e non bruciava per la mancanza di ossigeno. Il carbone oltre ad emettere luce generava un gran calore. Edison come materiale per il filo sperimentò nel corso del tempo trucioli di legno, celluloide, fibre di noci di cocco, sughero, spago e persino peli di barba. In definitiva, ancora oggi il problema rimane lo stesso, la quantità di energia elettrica assorbita da una lampadina si trasforma per l'85% in calore e solo il 15% in luce.

martedì 13 gennaio 2009

La star islandese del rock si occupa di politica

DI BJORK

Dopo un tour di 18 mesi ero ansiosa di ritornare per qualche settimana nella buona e solida Islanda per godere di un po’ di stabilità. All’inizio di quest’anno avevo tenuto un concerto che nelle intenzioni avrebbe dovuto accrescere la consapevolezza popolare riguardo all’ambiente locale e un 10% della popolazione vi ha preso parte, ma non mi è sembrato sufficiente.

Per questo, quando sono ritornata ho deciso di contattare tutti gli isolani che avevano cercato senza successo di creare nuove imprese e mettere in pratica nuovi metodi di lavoro ecologici. Nel corso di tanti anni, la principale fonte di entrata dell’Islanda è stata la pesca, ma quando questa ha cessato di essere redditizia la gente ha cominciato a cercare altri modi per guadagnarsi da vivere.

I conservatori che governano il paese pensarono che se avessero messo le mani sull’energia naturale dell’Islanda per venderla alle grandi imprese come Alcoa e Rio Tinto, avrebbero risolto il problema.

Adesso abbiamo tre fonderie di alluminio, le maggiori d’Europa; e nei prossimi tre anni ne vogliono costruire altre due. Queste fonderie avranno bisogno di energia da un pugno di nuove centrali geotermiche, così come la costruzione di argini che danneggerebbero lo spazio naturale incontaminato, sorgenti e campi di lava. L’ottenimento di così tanta energia da questi campi geotermici non è sostenibile.

Molti islandesi si oppongono alla costruzione di queste fonderie. Anzi, preferirebbero continuare a sviluppare piccole imprese di loro proprietà e non dover sostenere questo costo. In Islanda vi sono state molte lotte per difendere questa causa. Una di queste ebbe come risultato che il ministro dell’ambiente ha insistito affinché venisse compiuto uno studio sull’impatto ambientale prima di costruire qualsiasi fonderia o argine.

E, poi, è scoppiata la crisi economica. Giovani famiglie si vedono minacciate di perdere le proprie abitazioni e gli anziani di perdere le proprie pensioni. E’ qualcosa di catastrofico. Si palpa la rabbia. La gente contesta per strada i sei maggiori capitalisti d’Islanda e li critica alla radio e alla televisione; voci furiose insistono affinché vendano le loro proprietà e consegnino i benefici allo Stato. Si è venuto a sapere che alcuni individui hanno ottenuto all’estero prestiti giganteschi senza che il popolo islandese ne avesse conoscenza. Adesso, a quanto pare, è la nazione che deve rimborsarli.

Ciò che esaspera la gente è che i responsabili di aver messo gli islandesi in questa situazione sono gli stessi che ora cercano di toglierli da essa. Molti esigono che si dimettano e permettano che altri rimettano ordine. Il più criticato è Davíð Oddsson, che nomino se stesso direttore della banca Centrale dopo 19 anni come sindaco di Reykjavik e 13 anni come primo ministro. Una volta alla settimana, gli abitanti della capitale si riuniscono nel centro della città per chiedere le sue dimissioni.

E poi, di sorpresa, siamo stati vittime della spettacolare mazzata che ci ha assestato il primo ministro del Regno Unito. Cito testualmente una petizione firmata dalla decima parte del popolo islandese: “Gordon Brown ha utilizzato in forma ingiustificata la legge antiterrorismo contro il popolo dell’Islanda per ottenere benefici politici a breve termine. Ciò ha trasformato la grave situazione in un disastro nazionale… ora dopo ora, giorno dopo giorno, le azioni del governo britannico stanno annientando indiscriminatamente gli interessi islandesi.” [1]

In generale sono estranea alla politica. Vivo felice nella terra della musica. Però sono stata coinvolta perché i politici sembrano impegnati a rovinare l’ambiente naturale dell’Islanda. E la settimana scorsa ho letto che a causa della crisi alcuni parlamentari islandesi stanno premendo affinché si eviti la valutazione ambientale e gli argini possano costruirsi il più rapidamente possibile in modo che Alcoa e Rio Tinto ottengano l’energia di cui hanno bisogno per far funzionare le due nuove fonderie.

L’Islanda è un paese piccolo. Qui non c’è stata la rivoluzione industriale e io nutrivo la speranza che avremmo potuto evitarla del tutto e passare direttamente ad opzioni sostenibili di alta tecnologia. Se qualcuno era capace di farlo, quelli eravamo noi. La mentalità islandese ha qualcosa di meraviglioso, siamo audaci e inclini al rischio sino all’estremo dell’imprudenza. Nel fare musica, raccontare storie e pensiero creativo, questa assunzione di rischio è una grande cosa. E dopo essermi introdotta in molte piccole imprese islandesi in fase di crescita, mi sono resa conto che molte di esse hanno dato prova di audacia, tanto nel campo della biotecnologia che dell’alta tecnologia.

Gli islandesi sono gente dalla solida formazione in scienze avanzate. Abbiamo ORF, che è una delle migliori imprese di biogenetica del mondo; Össur, un produttore di arti artificiali; CCP, un produttore di giochi informatici, e moti altri. Inoltre abbiamo molti medici e professionisti sanitari. Grazie ai centinaia di geiger naturali che zampillano in tutta l’isola e alla nostra (sinora) quasi incontaminata natura, l’Islanda potrebbe diventare facilmente un enorme e sontuoso stabilimento balneario dove la gente si reca per curare i propri dolori e riposare. Sarebbe meglio che il governo utilizzasse i soldi per appoggiare queste imprese invece di metterlo al servizio di Alcoa e Rio Tinto.

La flessibilità è importante: dovremmo vivere con le tre fonderie di alluminio che già sono in funzione e cercare di trovare la maniera di renderle più ecologiche. Ma abbiamo forse bisogno di averne cinque? Nel passato, abbiamo messo tutte le uova nello stesso cesto e questo ha dimostrato di essere pericoloso, come già ci siamo resi conto quando il 70% delle nostre entrate provenivano dalla pesca. Adesso siamo sull’orlo dell’abisso per aver scommesso tutto sulla finanza. Se costruiamo altre due fonderie di alluminio, l’Islanda si convertirà nella maggior fonderia di alluminio del mondo e saremo conosciuti nel mondo solo per questo. Rimarrebbe poco spazio per qualsiasi altra cosa. E se il prezzo dell’alluminio crollasse – come sta accadendo – sarebbe catastrofico.

L’Islanda può essere più autosufficiente e più creativa e, allo stesso tempo, fare le cose in una maniera più in linea col secolo XXI che con il XIX. Si possono costruire meno argini, più piccoli ed ecologici. Utilizziamo questa crisi economica per essere totalmente sostenibili. Insegniamo al mondo tutto ciò che sappiamo sulle centrali di energia geotermica. Appoggiamo le imprese verdi. Cominciamo dal basso. Può essere che ritardino a crescere e a dare benefici, ma si basano su qualcosa di solido, stabile e indipendente ai terremoti di Wall Street e al volatile prezzo dell’alluminio.

E ciò aiuterà l’Islanda a continuare ad essere ciò che meglio sa essere: una incontaminata e meravigliosa forza della natura.

Bjork
Fonte: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=75884&titular=del-colapso-econ%F3mico-al-desastre-ecol%F3gico-
14.11.08

Traduzione dallo spagnolo per www.comedonchisciotte.org a cura di RICCARDO (http://www.alol.it)

giovedì 20 novembre 2008

Briganti Live

Sabato 13 Dicembre
al Cinema Lilla
serata all’insegna del folclore Lenolese

I Briganti di Frontiera, attraverso un percorso musicale in parte inedito, renderanno omaggio agli artisti che hanno esaltato con i loro ritmi e i loro canti le tradizioni del nostro paese. L’appuntamento è per le ore 21:30.

sito dei Briganti di frontiera
sito dell'Ass. Storico Culturale dei Monti Ausoni

martedì 11 novembre 2008

Mafie e buoi...




Nulla di nuovo sotto il sole. Del resto chi di noi non sapeva già delle cosche presenti nel nostro territorio e dello scandalo fondano riguardo alle infiltrazioni mafiose nella sua amministrazione...
...comunque è interessante che se ne parli anche a livello nazionale.
Rainew24 ha pubblicato una bella inchista a riguardo. Vale la pena quardarsela qui

lunedì 20 ottobre 2008

PeZzi TraTti - VI RACCONTO L'IMPERO DELLA COCAINA

(...) Impensabile quindi continuare a osservare la coca come una dinamica esclusivamente criminale, la cocaina diviene una forma attraverso cui comprendere l'economia europea che non possiede petrolio, quello nero, e diviene sicuramente una porta d'accesso per comprendere l'economia italiana. Basterebbe seguire le tracce degli investimenti di coca dei broker campani e calabresi per comprendere dove si orienteranno in futuro i mercati legali. La coca, la magnifica merce, l'innominabile valore aggiunto della vita quotidiana di migliaia di persone e l'impronunciabile talento criminale dell'economia italiana, non può che essere raccontata come un modello metaforico usato per lo zero nel pensiero matematico. Traslando quello che disse Robert Kaplan "guarda lo zero non vedrai nulla, guarda attraverso lo zero vedrai l'infinito", sembra imperativo affermare: "Guarda la coca e vedrai solo della polvere, guarda attraverso la coca e vedrai il mondo".

di Roberto Saviano
08 marzo 2007

firma
PER ROBERTO SAVIANO

mercoledì 1 ottobre 2008

Quando si racconta troppo

Quando si racconta troppo.
A Oaxaca, in Messico ci sono persone che lottano, tutti i giorni, per una terra libera, per raccontare di lavoratori sfruttati, di donne vendute, detenute, stuprate.
Alcune raccontano troppo e finiscono per perdere la vita.
Su un grande muro, in quella stessa città puoi imbatterti in scritte come questa

Non si può chiamare morto chi lotta per la vita.




Messico, Oaxaca, uccisa attivista statunitense.
di Annalisa Melandri

E´ stato ritrovato il 24 settembre scorso, nello Stato di Oaxaca, Messico, il corpo senza vita di Marcela Salli Grace Ellier, cittadina statunitense, 21 anni, attivista da tempo impegnata in quella zona in difesa dei diritti umani e in solidarietà delle donne vittime di violenze e persecuzioni politiche. Ultimamente si stava occupando dei prigionieri politici e delle donne, mogli, compagne, madri, sorelle, figlie dei detenuti e delle persone scomparse o assassinate.
Salli aveva raccontato poco tempo fa di aver ricevuto minacce di morte e di essere controllata per questa sua attività che svolgeva unicamente per spirito di solidarietà senza fini economici o politici.
E´ stata violentata prima di essere barbaramente torturata e poi uccisa. Il suo corpo, trovato in una zona rurale nei dintorni di San José del Pacífíco, a circa 170 chilometri dalla città di Oaxaca, era irriconoscibile e in avanzato stato di decomposizione. E´ stato identificato da una amica solo grazie ad un tatuaggio.
Alcune organizzazioni femministe e sociali, tra le quali la APPO, oggi hanno realizzato un sit-in di fronte alla Procura della Giustizia dello Stato di Oaxaca chiedendo giustizia e che le indagini vengano effettuate velocemente e seriamente.
In realtà queste organizzazioni hanno espresso timori per il fatto che questo omicidio potrebbe essere relazionato con la repressione sempre più evidente contro i movimenti sociali della zona, rivolta soprattutto agli osservatori internazionali. "Potrebbe trattarsi di un chiaro messaggio rivolto a tutto il popolo di Oaxaca, nonché ai compagni solidali che provengono da differenti parti del mondo".
Va rilevato che in questi giorni sta circolando la notizia sia a livello nazionale che internazionale che membri della APPO sono accusati dell´omicidio del giornalista Bradley Roland Will, avvenuto il 27 ottobre 2006, nonostante tutte le evidenze dimostrino che egli fu ucciso da persone armate in borghese appartenenti a corpi di polizia. La APPO ha respinto categoricamente questa versione dei fatti, accusando il governo Federale di voler gettere discerdito sul movimento sociale, mentre d´altro canto il pubblico ministero di Oaxaca, Lizbeth Caña cadeza afferma che l´omicidio di Bradley Will è stato organizzato dalla APPO o da gruppi vicini per "internazionalizzare" il conflitto politico e sociale di Oaxaca.


martedì 23 settembre 2008

Aria di pulizie

Stamattina mi sono ritrovato al Miracolle a fotografare i volontari del Servizio Civile. Maurizio Verardi, il responsabile, è stato molto gentile e disponibile, mi ha raccontato quello che giorni fa hanno trovato dentro quelle stanze e quei bagni. La sua Associazione si è offerta volontaria qualche settimana per ripulirlo dalle sozzerie, Maurizio mi ha mostrato lo sporco, le muffe, ma mi ha fatto anche respirare atmosfera di cambiamento. Non so come sia potuto accadere che i nostri amministratori abbiano trascurato a tal punto questo bene comune. Cerchiamo di salvare il salvabile sembravano cantare stamattina Daniele, Antonio e altri operai presi a ripulire vetri e giardini. Penso che quelle camere, quelle enormi sale, quella decadente cucina hanno bisogno di vita, di pane, di voci e colori. Che si fa, si aspetta ancora il miracoloso investitore o imploriamo investiti? Se lo avessimo aperto questi anni per far dormire i senza tetto non sarebbe stato più ragionevole? PIERROT

lunedì 8 settembre 2008

RIFLETTO - Personale di Mauro Moschitti

Dal 13 al 16 settembre si svolgerà a Lenola (Latina) la mostra fotografica "Riflesso", composta da ventiquattro immagini di Mauro Moschitti, in formato 50x70 e 70x70.
La mostra è curata dal critico d'arte Giuseppe Varone ed è stata realizzata in collaborazione con l'Associazione storico-culturale "Monti Ausoni" - Comune di Lenola.
Le fotografie in mostra, quasi tutte su fc, tessono un mondo di "relazioni improbabili, costituite da distorsioni, mescolanze e sovrapposizioni in un nomadismo figurativo capace di fornire nuove immagini del mondo e nuove coordinate all’uomo che in esso, senza fissa dimora, di riflesso vive" (Giuseppe Varone).
Sede della mostra è l'albergo Miracolle, in via del Santuario.
L'inaugurazione, con presentazione di Giuseppe Varone, si svolgerà sabato 13 settembre alle 18.30. Orari di visita: 18-24.
In concomitanza di giorni e orari con la mostra di Mauro, in un'altra sala dell'albergo Miracolle verrà esposta la mostra itinerante di fotocommunity "Fc aiuta gli amici di Huaycan", realizzata con 50 foto di utenti FC, in vendita a soli 10 euro.
Qui trovate notizie dettagliate sul progetto di solidarietà:http://blog.fotocommunity.net/it/2008/04/parte_la_mostra_itinerante_di.html
e qui potete vedere le foto in vendita:
http://www.fotocommunity.it/pc/pc/cat/14243
Non mancate a questo doppio appuntamento!

Inaugurazione

Sabato 13 Settembre

ore 18,30

http://blog.fotocommunity.net/it/2008/09/moschitti_e_mostra_itinerante.html

giovedì 31 luglio 2008


L'amore la croce e il sesso
quando l'amore non sa di Dio


Clicca qui per visualizzare il post



by Pierrot

mercoledì 2 luglio 2008

Gay Pride, le foto

Il buon Zio Mauro,
uomo che sembra avere un terzo occhio in fronte dotato di obiettivo, sensore a 10 MPx e zoom, ci ha regalato questi scatti bellissimi del gay pride romano.
E' riuscito, in questi 8 scatti, a fermare momenti davvero interessanti della coloratissima manifestazione per i diritti degli omosessuali.

Tratti di poesia e goliardia, in nome della parità dell'individuo.

lunedì 30 giugno 2008

Un salto Ecosolidale Domenica ad Ambrifi

Clicca sull'immagine per ingrandire

mercoledì 25 giugno 2008

Beni culturali, convegno a Roma

Si svolge domani 26 giugno a Roma il convegno “Culturalmente produttivo. I beni culturali, risorsa per lo sviluppo sostenibile del Lazio”. Il convegno è organizzato in occasione della mostra “Abbazia di Fossanova. 800 anni tra storia e futuro”. Partecipano, tra gli altri, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il direttore generale di Sviluppo Lazio Gianluca Lo PrestiGiulia Rodano (Cultura, spettacolo e sport), Francesco De AngelisLuigi NieriFiliberto Zaratti (Ambiente e cooperazione tra i popoli). L’appuntamento è presso il Complesso del Vittoriano, Sala Gipsoteca dalle ore 9.30 alle 18.00. Per scaricare il programma clicca qui.

Post Scriptum

In via insolita pubblico un post non in linea con il nostro blog.

CTRL ALT CANC è un blog che tratta temi di interesse sociale, artistico che non si pone come obiettivo d’informare la cittadinanza su iniziative puramente politiche. Tuttavia, qualora non ne fossero a conoscenza e consapevole dell’importanza di dare spazio a taluni argomenti, suggerisco agli amministratori locali di maggioranza, di minoranza, ai delegati alla stampa, ai gemellaggi, alle politiche giovanili etc. di visitare il sito Sviluppo Lazio. Inserendo i propri dati nella colonnina a destra si potrà ricevere periodicamente la newsletter informativa delle attività, gli incontri e gli appuntamenti importanti che riguardano la vita politica della nostra regione. Sarebbe opportuno “forse” creare un blog, o magari un sito in linea “affari pubblici” che centralizzi la propria attività su questo topic. I presenti agli incontri di primario interesse per la nostra comunità disporrebbero così dei mezzi per esporre ai cittadini le tematiche trattate, le possibilità avanzate dagli amministratori regionali e quant’altro.

Pierrot

lunedì 23 giugno 2008

No! Ci vo na canna...

No! Ci vo na canna…

Si ci vuole proprio, ci rilassa, ci fa stare bene, ci entusiasma, ci fa percepire l’invisibile, come questa auto per esempio, guardatela un po’, la mitica vecchia auto completamente fatta di Marijuana.

E di chi era?

Ma di Ford, chi mai avrebbe potuto costruirsi un’auto fatta tutta di Marijuana, lui l’affarista per eccellenza Henry Ford. Non ci credete? Leggete questo articolo di Virginia Fiume, sono rimasto stranito anche io!

Ci vo na canna, si ci vuole proprio, ma solo se ci fa stare bene, se ci entusiasma e se ci fa percepire l’invisibile, però attenzione perché ciò che è invisibile è anche pieno di insidie, di curve, di sorpassi, di gas, di smog, di sghe di sgo vabbè...

Pierrot

giovedì 19 giugno 2008

ECOFEST

Parte domani la seconda edizione dell’Ecofest, la festa dell’ambiente della regione Lazio che l’anno scorso ha fatto registrare oltre 40.000 presenze.
La manifestazio
ne si svolge il 20, 21 e 22 giugno a Villa Borghese (Piazza di Siena), Roma. Tre giorni per capire, sperimentare e costruire i nuovi modi e i nuovi mondi della sostenibilità: economica, sociale, ambientale.
FOTO: Ecofest è un meeting che si svolge ogni anno anche nella Grande Mela dal 1988. In partcolare durante questa occasione a New York si mostrano tutte le nuove e possibili soluzioni di veicoli ecologici: vetture con carburante “naturale e ecologico” ma anche gli ibridi e quelle che sfruttano la forza dell’uomo…

mercoledì 4 giugno 2008

Prostituzione


Stranito, inebetito, un E.T. mi sono sentito oggi davanti la TV.

Ma cosa credete di parlare ad un cretino?
Avrei voluto gridare a quegli androidi dietro lo schermo.

Raramente la accendo, di rado seguo i canali Madre “Rai” o Padre “Mediaset” ma oggi è successo e mi sono sentito male al numero esorbitante di cazzate che si sparavano, i talk show nostrani è quanto di più disumano la cultura potesse partorire. Si parlava di “Prostituzione”, si parlava di una pratica tanto antica quanto traboccante di simbolismi come fosse un giochetto, uno scherzo della natura, un’attività d’origine sovraumana che loro e solo loro “gli androidi” sanno come affrontare: il prete ne conosce i misteri, gli invitati le risoluzioni e quindi gli scioglimenti, la scomposizione metodologica delle emozioni che la governano. E poi la spiritualità, perché loro sono esperti di trascendenza, e voilà ecco arrivare l’amore…trionfante, vincitore, conquistatore di anime…che poi ancora devo capire cos’è dato che “tutto ciò che conosciamo sull’amore è che l’amore è tutto” diceva qualcuno, “troppo semplice” aggiungo io. Con l’amore abbiamo risolto il problema! che ridere, che vergogna, mi chiedo ancora quanti millenni bisognerà attendere perché l’uomo e la donna possano godere in pace. “Viviamo in una società che basa le proprie certezze sull'omofobia. E' una società che basa il proprio equilibrio sul controllo dei corpi. Sulla loro certa destinazione d'uso che mai potrà discostarsi dai fini riproduttivi. Sulla negazione del piacere, del desiderio, della pelle, degli odori, delle labbra, del sangue, delle mani…” Forti, terribilmente vere e tragicamente inesaudite queste parole che ho tratto dal post: Il diritto alla felicità sessuale per le donne sul blog: Femminismo a Sud: Storie di egemonie culturali e pretese uguaglianze. Dal margine: nel tempo in cui tutti dicevano di avere capito!

Inoltre, dato che la Prostituzione è un problema serio e non una faccenda da apparecchio televisivo il 7 giugno Roma Pride 2008 ti aspetta, testardamente insieme, per sfilare e manifestare per i diritti di dignità, parità, laicità.

Pierrot